BOLOGNA
NEL PD squassato dalle tensioni interne, sgomento di fronte a un’emorragia di tesserati che non ha precedenti, da Bologna si guarda al passato per sperare in un futuro migliore. Nella terra che fu sede della più grande federazione comunista del mondo occidentale, l’ala sinistra del Pd riscopre le proprie origini: le Case del popolo. Nata l’anno scorso nel capoluogo emiliano, la ‘Notte Rossa’ è diventata una manifestazione nazionale che per tre giorni e tre notti — da ieri a domani — anima in tutta Italia oltre 150 luoghi cari alla sinistra, fra Case del popolo, circoli culturali e circoli operai.
Nel 2013, la prima edizione della manifestazione, limitata al bolognese, ha rianimato una ventina di Case del popolo con incontri culturali, musica, spettacoli e crescentine.
«Volevamo farle conoscere ai giovani», spiega Mauro Roda, presidente della Fondazione Duemila, che gestisce il patrimonio di tutti i circoli ereditati dall’ex Pci. Il bilancio? «Buono, alcune migliaia di persone, molte facce nuove».
Il Pd, partendo da Bologna, pensa a un rilancio delle Case del popolo. Sconosciute a chi ha meno di 40 anni, spesso vivacchiano fra un tombolone e una festa sociale. Si vuole evitare di dovere vendere pezzi di memoria.
«Senza nostalgia, per provare ad essere utili nelle mutate condizioni sociali di oggi — spiega Roda —, offrendo spazi per attività autogestite dai ragazzi. Perché lo spirito di allora è valido ancora».
QUEST’ANNO, la manifestazione diventa nazionale. Non cambia la filosofia di fondo: «Tra memoria e futuro», è lo slogan. Tema della tre giorni: popoli e diritti. Nel fitto calendario di eventi e incontri, oggi arriva a Bologna Gianni Cuperlo, uno dei leader della sinistra Pd. Alla Casa del popolo ‘Casetta rossa’ si parla di «Europa e Italia nel mondo». Il Pd prova a parlare ai giovani, a guardare al futuro. Cercando di non restare invischiato nella carta moschicida della nostalgia.
Luca Orsi