Quarantatré anni fa, nel 1974, l'Italia era governata dal quinto governo Rumor, la Francia aveva appena congedato Georges Pompidou dall'Eliseo e gli Stati Uniti vedevano Richard Nixon sedere alla Casa Bianca. Roba che si studia nei libri di scuola. Come la strage di piazza della Loggia, a Brescia, un qualcosa di cui la maggior parte di noi ha solo sentito parlare da nonni.

Ecco, per quella strage ieri la magistratura italiana ha assicurato alle patrie galere due dei responsabili, Maurizio Tramonte e Carlo Maria Maggi, vista l'età ormai gravemente malato. Condannati con sentenza definitiva emessa due giorni fa.

Non si sa se essere contenti per la prima condanna definitiva per una strage 'politica' oppure per rammaricarsi perché la legge ha fatto il suo corso solo 43 anni dopo il fatto. Certi reati non vanno in prescrizione, è evidente, ma il ritardo è clamoroso. Lentezze della macchina, depistaggi, infiltrazioni, fatto sta che arrivare a una sentenza con 43 anni di ritardo non può non privare di qualche significato la parola 'giustizia'.