Noia: un’emozione spesso considerata negativa, difficile da combattere e da sopportare. Ancor di più se si tratta di un sentimento sofferto e lamentato dal proprio figlio. A tutte le età, infatti, i bambini se non stimolati frequentemente ci dicono che si annoiano. Questo perché sono abituati a saltare da un’attività all’altra, da un input al successivo, senza essere in grado di concentrarsi su uno di essi. Ma non c’è niente di male e soprattutto niente che i genitori debbano fare, se non dare qualche consiglio ai ragazzi.

NOIA: NON È NECESSARIO ALLARMARSI
Quando un figlio dice a un genitore che si annoia, si scatena in lui un senso di colpa perché non riesce a soddisfare le aspettative del bambino. La noia però è utile alla crescita, perché permette lo sviluppo dell’autonomia e della fantasia. Lo stato di vuoto che si prova quando ci si annoia stimola al bambino a riempirlo e a viverlo con naturalezza. In questo modo non solo insegniamo ai figli che alcune emozioni fanno parte della vita, ma anche che non durano per sempre, anzi, che grazie alle loro capacità si possono trasformare positivamente.

I CONSIGLI PER BAMBINI ANNOIATI
D’istinto una mamma a cui un figlio dice che si sta annoiando, cerca delle soluzioni: giochi tecnologici, attività e stimoli forti, idee nuove e a volte bizzarre. Invece la risposta che si dovrebbe dare a un bambino annoiato è la ricerca di un obiettivo, così che si impegni a raggiungerlo e a ottenere il risultato. Questo può avvenire ad esempio attraverso un’attività creativa, come un disegno o un lavoretto, ma lasciando che sia il bambino stesso a risolvere la propria noia con semplicemente un piccolo spunto da parte dei genitori.

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