Nei tempi passati, lasciare piangere i neonati era considerato un vero e proprio metodo educativo. Ma forse i nostri nonni o genitori non conoscevano le reali conseguenze di un gesto di questo tipo: un pianto inascoltato è in grado infatti di creare insicurezza e dubbi che perdurano nel tempo.

PIANGI, NESSUNO TI AIUTERÀ
"Lascialo piangere, sta solo facendo i capricci", o ancora "Lo vizi se lo prendi in braccio appena piange": quante neomamme se lo sono sentito dire mentre erano confuse e insicure, perché non sapevano esattamente quale comportamento adottare nei momenti di maggiore crisi dei loro bebè. La dottoressa Germana Cavallini, psicoterapeuta, ha un'opinione di tenore opposto: "Il pianto ignorato mina la sicurezza del bambino sull’efficacia del suo pianto, cioè sul sistema che da sempre ha imparato a utilizzare per esprimere paure e disagi e che la risposta emotiva dell’adulto insegna a regolare".

VIA LIBERA A COCCOLE E AMORE
Dopo anni trascorsi convinti che la cosa migliore da fare fosse di lasciare piangere i bambini, così avrebbero imparato a calmarsi e addormentarsi in autonomia, in tempi recenti le opinioni su coccole e contatto fisico sono molto cambiate. Basti pensare alla tendenza chiamata cosleeping, ovvero dormire insieme al proprio bambino per aumentare la sua autostima e sicurezza. La dottoressa Fabienne Becker-Stoll, direttrice dell’Istituto di Pedagogia infantile della Baviera, è una sostenitrice di questo atteggiamento: "I bambini hanno bisogno di calore fisico su cui poter contare, al fine di soddisfare i loro bisogni psicologici elementari e diminuire lo stress. È solo in questo modo che possono costruire un legame saldo con i genitori e poi con le persone intorno a loro".

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