Trento, 11 agosto 2017 -  - La Lav, Lega anti vivisezione, ha inviato una diffida al presidente della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi, per chiedere il ritiro dell'ordinanza di cattura o uccisione dell'orsa KJ2, in seguito alle rivelazioni emerse rispetto all'aggressione, avvenuta a fine luglio, dell'esemplare ad un 69enne che stava portando a spasso il cane nella zona di Terlago. Secondo gli animalisti, l'ordinanza sarebbe «gravemente illegittima perché basata su presupposti che violano lo stesso protocollo - il Pacobace - sottoscritto anche dalla Provincia di Trento». La Lav sostiene che «l'ordinanza emessa immediatamente dopo l'accaduto dal presidente della provincia di Trento si basa sull'affermazione che un esemplare di orso bruno ha attaccato, senza essere provocato, una persona causandone il ferimento».

«Un'affermazione - sostengono gli animalisti - che oggi possiamo definire del tutto apodittica, formulata, come già accaduto in passato in occasioni simili, sull'onda emotiva di quanto successo, senza alcun approfondimento né istruttoria che potesse chiarire i termini della vicenda». "Alla luce delle più recenti rivelazioni relative all'esatto svolgimento dei fatti, quanto accaduto - sostiene ancora la Lav - bisognerebbe procedere alla cattura per applicazione di radiocollare o spostamento dell'animale». Nulla a che vedere con l'ipotesi di uccisione o cattura perseguite dalla Provincia". "Se la Provincia di Trento dovesse continuare a insistere sulla linea dura della cattura per captivazione permanente o in alternativa dell'uccisione dell'orsa KJ2 - sottolinea la Lav - si configurerebbe il reato di maltrattamento o uccisione non necessitata di animali, punito dall'articolo 544 del Codice Penale, per il quale è già stata predisposta la denuncia da depositare presso la Procura della Repubblica di Trento". Così conclude la nota della LAV.
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