Italo Cucci

La lettera che Zidane, andandosene, ha indirizzato ai blancos madrileni io la proporrei come “case History” all’Università di Coverciano dove s’insegna agli aspiranti allenatori tanto di tecnica, tattica e organizzazione, poco di belle maniere. Non so se Zinedine abbia dovuto ingaggiare un Ghostwriter (io so come si diceva, in italiano, ma adesso è vietato) e tuttavia la bellezza della lettera ci restituisce un’immagine limpida e accattivante del francese che, dopo anni di juventinità , ci fece vincere un Mondiale dando una zuccata al Materazzi che gli aveva stuzzicato la sorella. Per essere uno che potrebbe andare ad allenare dovunque esordisce dicendo "Da vent’anni, ovvero dal primo giorno che sono arrivato a Madrid e mi sono vestito di bianco, mi avete fatto sentire il vostro affetto... Ho avuto il grande onore di essere giocatore e allenatore del club più importante della storia...". Notate l’impegno: chiunque avrebbe detto "il club più grande del mondo", no, lui precisa "della storia". E non ce n’è più per nessuno. Zizou ai blancos era naturalmente portato nonostante i successi bianconeri, tant’è che per andarsene, nel 2001, s’inventò che la moglie non voleva più stare a Torino e sognava Madrid. Felici di prendere un sacco

di soldi, quelli della Triade decisero di mollarlo.

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