Arturo Vidal, 34 anni, all’Inter dal 2020: per lui 26 presenze e due gol
Arturo Vidal, 34 anni, all’Inter dal 2020: per lui 26 presenze e due gol
di Giulio Mola APPIANO GENTILE (Como) Rialzarsi dopo la doccia gelida in Champions, ragionare con calma, tenere a distanza le velleità del Bologna e provare a riassaporare (almeno per una notte) l’ebbrezza della vetta. Facile a dirsi dopo la “beffa“ di mercoledì contro il Real, più complicato a realizzarsi sul campo. Ma Simone Inzaghi si aspetta una reazione immediata da parte della sua Inter in una sorta di partita “trappola“ contro i rossoblù di Sinisa Mihajlovic che hanno lo stesso ruolino di marcia dei nerazzurri (due vittorie e un pareggio) in questo primo scorcio di campionato. Meglio non pensare alla beffa...

di Giulio Mola

APPIANO GENTILE (Como)

Rialzarsi dopo la doccia gelida in Champions, ragionare con calma, tenere a distanza le velleità del Bologna e provare a riassaporare (almeno per una notte) l’ebbrezza della vetta. Facile a dirsi dopo la “beffa“ di mercoledì contro il Real, più complicato a realizzarsi sul campo. Ma Simone Inzaghi si aspetta una reazione immediata da parte della sua Inter in una sorta di partita “trappola“ contro i rossoblù di Sinisa Mihajlovic che hanno lo stesso ruolino di marcia dei nerazzurri (due vittorie e un pareggio) in questo primo scorcio di campionato. Meglio non pensare alla beffa con i “blancos“, che fa ancor più male perché nell’arco dei novanta minuti l’Inter ha giocato anche meglio del Real Madrid. Purtroppo nei momenti decisivi sono mancate forza e qualità, per certi versi si potrebbe dire Lukaku e Hakimi (senza nulla togliere ai sostituti). Un peccato.

Ma il lavoro dell’allenatore non va messo in discussione, semmai è necessario accantonare i rimpianti (perché dopo la doppia rimonta della Sampdoria a Marassi la sconfitta in coppa brucia ancora di più) e pensare alle prossime gare del tour de force. Con la concreta possibilità, da parte del tecnico, di ricorrere ad un opportuno turnover.

Fra i reparti che potrebbero essere ritoccati c’è l’attacco perché Inzaghi valuta di far rifiatare Edin Dzeko per affidarsi, già da stasera, al tandem argentino Lautaro Martinez-Correa. Sia nell’ultima di campionato che mercoledì contro le merengues l’allenatore aveva cominciato con il Toro e l’ex romanista: ora è forte la tentazione di un cambio offensivo contro il Bologna, anche perché il bosniaco è parso affaticato. Vero, nell’Inzaghi-pensiero Dzeko è una pedina fondamentale (lo dicono i numeri, finora è l’unico attaccante ad essere partito sempre titolare, e alle quattro gare della stagione nerazzurra vanno aggiunte le 2 con la Bosnia) ma neppure si può spremere un giocatore di 35 anni. Anche perché dopo Inter-Bologna il calendario non concede tregua: fra martedì 21 e il successivo martedì 28 sono l’Inter è attesa da altre tre battaglie: prima la trasferta a Firenze, poi l’Atalanta a San Siro e poi infine il viaggio a Kiev per il match di Champions già decisivo con lo Shakhtar di De Zerbi. D’altra parte l’allenatore è stuzzicato dall’idea di vedere il suo “fedelissimo“ e Lautaro insieme: sia in campionato che in coppa, tre volte su tre, l’ex laziale è entrato dalla panchina al posto del connazionale, per affiancare Dzeko ma nelle rare occasioni in cui i due argentini hanno giocato insieme (4 volte in nazionale) l’intesa è stata più che buona. Ora Correa aspetta solo di avere una chance dal primominuto: "Per me era un sogno venire all’Inter - confessa la punta a Dazn - il fatto che l’allenatore mi volesse ha tolto ogni dubbio sulla destinazione. Io sono alle prime partite, ma giocare con gente così è più facile". E dunque ci sono le giuste premese per avvicinarsi con più pericolosità e un fraseggio veloce alla porta avversaria. A proposito: occhio pure al possibile ritorno di Vidal, anche perché l’Inter ha bisogno dei gol dei centrocampisti.