Paolo Franci Ricordiamoci chi è l’Italia. Quattro parole ben assestate nel nostro titolo di ’prima’ nelle quali è racchiuso tutto il senso - enorme - di questa sfida con la Svizzera. E cioè, appena quattro mesi dopo aver alzato la Coppa più bella davanti agli inglesi, ci ritroviamo a dover vincere per non morire. Cioè, magari morire no - sempre sportivamente parlando - ma dovendo poi affrontare la tagliola degli spareggi per volare in Qatar. I paralleli con la notte del Meazza del novembre 2017 si sprecano - impropriamente: quella Nazionale...

Paolo Franci

Ricordiamoci chi è l’Italia. Quattro parole ben assestate nel nostro titolo di ’prima’ nelle quali è racchiuso tutto il senso - enorme - di questa sfida con la Svizzera. E cioè, appena quattro mesi dopo aver alzato la Coppa più bella davanti agli inglesi, ci ritroviamo a dover vincere per non morire. Cioè, magari morire no - sempre sportivamente parlando - ma dovendo poi affrontare la tagliola degli spareggi per volare in Qatar.

I paralleli con la notte del Meazza del novembre 2017 si sprecano - impropriamente: quella Nazionale perse lo spareggio con la Svezia, i ragazzi del Mancio in ogni caso avrebbero ancora quella chance da spendere - ma tra i due mondi azzurri c’è solo la fastidiosa sensazione del dentro o fuori. E soprattutto, quella era una Nazionale allo sbando, questa è Campione d’Europa in carica e certo non ha dato i cenni di cedimento che quella evidenziò dal disastro di Madrid con la Spagna in poi.

In ogni caso, dobbiamo giocarcela sul filo del rasoio contro quella Svizzera che l’Italia mise ko con un doppio Locatelli e il gol di Ciro. Già, Immobile che non ci sarà è al centro della polemica tirata su da Lotito sulle sue condizioni: "Ciro non era infortunato..." versione poi smentita dallo staff medico azzurro. E allora, ecco la grande chance di Belotti, che seguendo le parole del ct dovrebbe partire dall’inizio, anche se non è al massimo. Dice Mancini: "Se riesce a fare qualche gol prima dei 60-65 minuti... Magari non giocherà tutta la partita, ma sta bene". Per il Gallo è l’occasione da non fallire per non rischiare di finire nel cono d’ombra azzurro. Mancini dice di essere sereno: "L’ansia prima della partita non la concepisco. I ragazzi, mi fanno dormire bene...". Giusto, ma certo è che il quadro surreale che si è composto per quelle prestazioni grigie del mese di settembre e la sconfitta con la Spagna in Nations League ha rapidamente consumato l’effetto Euro2020. Mancini dovrà giocarsela senza tanti titolari: Chiellini, Verratti, Immobile, dovendo fare a meno di ricambi di lusso come i vari Sensi, Pellegrini, Zaniolo, giusto per fare qualche nome. E la Svizzera non sta meglio, visto che tra le tante assenze non avrà big del calibro di Xhaka, Seferovic, Embolo.

La parola d’ordine del Mancio è in stile Ligabue: "Niente paura" anche se "contro di loro è sempre difficile, ma avremo la spinta dell’Olimpico. Il terreno di gioco? Mi sembra in buone condizioni", dice il ct, spegnendo con un colpo di tacco le (stucchevoli) lamentele di Mourinho e Sarri sul prato a cinque cerchi. E in effetti, ieri, una ’ricognizione’ organizzata da Sport e Salute con la nuova iniziativa ’Stadio Olimpico Tour’ ha fornito la prova del nove sullo stato del terreno di gioco, davvero in condizioni eccellenti.