Azzurri in trionfo dopo un’impresa che pochi avrebbero pronosticato.
Azzurri in trionfo dopo un’impresa che pochi avrebbero pronosticato.
SERBIA 95 ITALIA 102 SERBIA: Avramovic 2, Dobric 17, Andjusic 27, Bjelica 5, Marjanovic 7, Micic 8, Teodosic 5, Petrusev 22, Kalinic 2, Davidovac ne, Jovic ne, Milosavljevic ne. All. Kokoskov. ITALIA: Mannion 24, Tonut 15, Fontecchio 21, Polonara 22, Melli 5, Tessitori 2, Pajola 10, Moraschini, Vitali, Ricci 3, Abass ne, Spissu ne. All. Sacchetti. Arbitri: Locatelli (Brasile), Rosso (Francia), Kozlovskis (Lettonia). Note: parziali 22-28; 45-57; 63-80 . di Alessandro Gallo BELGRADO (Serbia) Diciassette anni dopo lo storico argento di...

SERBIA

95

ITALIA

102

SERBIA: Avramovic 2, Dobric 17, Andjusic 27, Bjelica 5, Marjanovic 7, Micic 8, Teodosic 5, Petrusev 22, Kalinic 2, Davidovac ne, Jovic ne, Milosavljevic ne. All. Kokoskov.

ITALIA: Mannion 24, Tonut 15, Fontecchio 21, Polonara 22, Melli 5, Tessitori 2, Pajola 10, Moraschini, Vitali, Ricci 3, Abass ne, Spissu ne. All. Sacchetti.

Arbitri: Locatelli (Brasile), Rosso (Francia), Kozlovskis (Lettonia).

Note: parziali 22-28; 45-57; 63-80 .

di Alessandro Gallo

BELGRADO (Serbia)

Diciassette anni dopo lo storico argento di Charly Recalcati e dei suoi ragazzi, ci sarà ancora l’Italia ai Giochi Olimpici. Un’impresa straordinaria degli azzurri, capaci di vincere il preolimpico nella tana dei maestri serbi, davanti ai volti attoniti dei grandi d’oltre Adriatico. Vengono inquadrati i volti di Obradovic, Savic, Danilovic, giocatori, allenatori e dirigenti che hanno fatto la storia dello sport della Serbia.

Ma per una sera, a Belgrado, nella Aleksandar Nikolic Hall c’è spazio solo per gli azzurri, per la lucida follia di Meo Sacchetti che, quasi giubilato, estrae dal cilindro la partita che vale la storia.

Perché i sette punti di scarto finale sono fin troppo pochi. L’Italia domina a lungo, tocca anche 24 lunghezze di vantaggio. Ma soprattutto fa canestro da tre, nel fondamentale nel quale i serbi sono letali.

Che sia una serata difficile per i padroni di casa lo si capisce fin dall’inizio. L’Italia gioca senza paura, Nico Mannion forse non conosce nemmeno il gioco dei serbi, ma resta in campo con personalità e fisicità. Sul 7-14 Italia, dopo 5 minuti, c’è il primo timeout dei serbi. Che se la prendono comoda. Hanno fatto rifiatare, all’inizio, sia Micic sia Teodosic e sono sicuri che i due califfi non sbaglino.

L’Italia invece è la "povera" Italia, perché Belinelli e Datome sono rimasti a casa acciaccati, perché Gallinari è ancora nella Nba. L’Italia domina perché Polonara fa canestro da tre, perché Fontecchio non arretra. Perché quando i serbi mettono dentro Teodosic, Sacchetti ha l’arma segreta, Alessandro Pajola che per un anno, in allenamento, ha morso i garretti del divino Milos. L’Italia ha solo un attimo di sbandamento, tocca il -4 sul 36-32. C’è la tripla di Polonara e la faccia tosta di un gruppo che non ha paura. Si vola fino al 49-73: è +24 quando mancano ancora 14 minuti.

Un’eternità perché i "bianchi" possono accendersi da un momento all’altro. Invece no, a gasarsi sono gli azzurri. Com’è bella la notte di Belgrado.

L’Italia vola ai Giochi Olimpici e adesso magari ci sarà la fila per salire sull’aereo azzurro. Ma i dodici di ieri meritano tutti di andare in Giappone, nel girone con Nigeria, Australia e Germania. Mentre anche capitan Chiellini twitta: "Che impresa, complimenti!".