di Gianmario Bonzi Sempre sul podio, eccezion fatta per slalom e parallelo. Con la benedizione recente di Deborah Compagnoni: "E’ l’Italia femminile più forte, in Coppa del Mondo". Ecco. Ora sarebbe bello trasportare il tutto ai cosiddetti grandi eventi (iridati), perché l’aggancio con la valtellinese è presto fatto: l’ultimo titolo mondiale in "rosa" è ancora suo (doppietta clamorosa in slalom, con Lara Magoni), datato Sestriere 1997, curiosamente in Italia. Il prossimo 7 febbraio scatterà Cortina 2021 e saranno 24 anni...

di Gianmario Bonzi

Sempre sul podio, eccezion fatta per slalom e parallelo. Con la benedizione recente di Deborah Compagnoni: "E’ l’Italia femminile più forte, in Coppa del Mondo".

Ecco. Ora sarebbe bello trasportare il tutto ai cosiddetti grandi eventi (iridati), perché l’aggancio con la valtellinese è presto fatto: l’ultimo titolo mondiale in "rosa" è ancora suo (doppietta clamorosa in slalom, con Lara Magoni), datato Sestriere 1997, curiosamente in Italia. Il prossimo 7 febbraio scatterà Cortina 2021 e saranno 24 anni e due giorni da quel trionfo. Tempo davvero di far cadere il tabù.

Ieri intanto, sulla Karl Schranz tirata a lucido ed esaltata da due giorni di sole meraviglioso, è andato in scena uno dei superG più belli (e difficili) degli ultimi anni, a St. Anton. Vinto, non a caso, da una fuoriclasse assoluta della disciplina, quella Lara Gut che gareggia ormai da una vita nel circuito maggiore (2007 la prima gara), eppure non ha ancora 30 anni. Ieri ha portato tutte a scuola, ma un errore di linea nel finale le ha impedito di trionfare con più margine, motivo per cui la gara è stata tirata e in bilico almeno per le prime tre posizioni. Alla ticinese manca ancora un oro pesante in carriera, ma nel circuito maggiore è una delle più grandi di sempre: il successo di ieri la porta a quota 27 in Coppa (e 13 in superG, quarta di sempre), come Maria Riesch. Dietro di lei brilla ancora una volta Marta Bassino, che conferma l’onda lunga dell’annata (sulle piste tecniche, non è seconda a nessuno) e la crescita in questa specialità: quarta a Val d’Isere e seconda ieri, su piste completamente diverse.

Ha mancato la vittoria per 16 centesimi, con un errore commesso sull’Eisfall, ma era impossibile portare a termine una manche pulita su un disegno così difficile. Ed è riuscita a mettersi alle spalle una Corinne Suter (terza a +0,20) inferocita dopo la "delusione" per la discesa di sabato.

"Sono molto contenta della mia prova – ha detto Marta, ieri al quindicesimo podio in carriera in Coppa del Mondo –. In realtà non me l’aspettavo perché ho fatto un errore prima dello schuss dell’Eisfall. Poi quando sono arrivata al traguardo e ho visto che ero solo 16 secondi dietro alla Gut ho gioito. Era un tracciato insidioso e bisognava saper fare le curve perché l’ultimo pezzo valeva un gigantone. E’ il mio primo podio da zia e quindi un mando bacione a casa".

Quinta Brignone, con tante sbavature e il miglior tempo nell’ultimo parziale. Classifica di specialità apertissima. Fuori 18 atlete su 52, tra cui Goggia (uscita subito), Marsaglia (brutta botta alla tibia, ma sta bene), Pirovano e Nadia Delago. Domani sera slalom a Flachau.