di Giulio Mola e Mattia Todisco La voragine ormai si è aperta. Continuano ad emergere ulteriori particolari riguardo alla trattativa tra Suning e Bc Partners per la cessione delle quote dell’Inter. Il fondo di private equity con sede a Londra e filiali in tutto il mondo ha espresso la propria disponibilità ad acquisirne la maggioranza, qualora da Nanchino dovesse arrivare il possibile assenso viste le difficoltà finanziarie (anche a causa delle restrizioni imposte dal Governo di Pechino) del colosso asiatico. Le parti stanno riflettendo, dopo un primo incontro in video-conferenza tra Steven Zhang e Nikos Stathopoulos (co-head del fondo e a capo degli...

di Giulio Mola

e Mattia Todisco

La voragine ormai si è aperta. Continuano ad emergere ulteriori particolari riguardo alla trattativa tra Suning e Bc Partners per la cessione delle quote dell’Inter. Il fondo di private equity con sede a Londra e filiali in tutto il mondo ha espresso la propria disponibilità ad acquisirne la maggioranza, qualora da Nanchino dovesse arrivare il possibile assenso viste le difficoltà finanziarie (anche a causa delle restrizioni imposte dal Governo di Pechino) del colosso asiatico. Le parti stanno riflettendo, dopo un primo incontro in video-conferenza tra Steven Zhang e Nikos Stathopoulos (co-head del fondo e a capo degli investimenti TMT) si cominciano a vagliare le ipotesi riguardanti i costi dell’operazione.

Suning ha immesso nell’Inter una cifra attorno ai 650 milioni di euro in quattro anni e mezzo, oggi valuta la società (di cui detiene il 68%) ben oltre il miliardo. Di conseguenza la fetta "cinese", escluso il 31,05% in mano a LionRock Capital, varrebbe oltre 800 milioni. Si incrociano quindi interessi differenti: quelli di un Fondo che si muove per avere dei margini di crescita a medio termine (non meno di cinque anni) intravedendo un investimento in una realtà che può arrivare molto più in alto e quelli di un proprietario che vive un momento di difficoltà a livello di liquidità per via della pandemia e che deve capire se restare o meno al comando. L’alternativa è accettare l’ingresso di un socio di minoranza che darebbe la possibilità di immettere meno capitale nei prossimi anni, ma a questo punto sarebbe Bc Partners a dover rispondere positivamente o meno.

A velocizzare le decisioni potrebbe essere proprio l’attuale contingenza economica. Suning deve corrispondere ai tesserati entro metà febbraio gli stipendi di novembre-dicembre, nonché saldare quelli di luglio-agosto relativi alla passata stagione. Secondo quel che filtra dall’interno della società nerazzurra è stato richiesto agli sponsor il pagamento anticipato delle spettanze, prassi già vista in passato anche in altri grandi club, per fare cassa e ovviare all’assenza di entrate dal botteghino.

A proposito di spettanze ieri il procuratore di Christian Eriksen, Martin Schoots, ha presentato istanza al Collegio di Garanzia dello Sport per ricevere sei milioni di euro relativi alla trattativa dello scorso anno con il Tottenham. Il danese è uno dei due giocatori in procinto di trasferirsi nella finestra trasferimenti in corso, ma trovare un acquirente si sta rivelando impresa complicata. Il fantasista guadagna 7,5 milioni di euro a stagione più bonus, il cartellino non è costato moltissimo (27 milioni comprese le commissioni) essendo a un passo la scadenza con i londinesi, ma in un momento finanziariamente così difficile si tratta comunque di una cifra importante per un elemento dalle doti indiscutibili il cui ultimo anno e mezzo non è stato esaltante. L’altro giocatore in partenza è Andrea Pinamonti, a cui è interessato il Benevento. L’Inter vorrebbe un prestito con obbligo di riscatto a 15 milioni, i campani insistono per il diritto e sperano in un aiuto da parte dei nerazzurri per pagare i due milioni di stipendio della punta. Solo in caso di partenza di uno o di entrambi i giocatori Conte riceverà degli innesti tra centrocampo e attacco. Il sogno sarebbe Gomez, ma non ai dieci milioni richiesti oggi dall’Atalanta.