Robert Platek, finanziere americano di 56 anni, è il presidente dello Spezia dal febbraio scorso: la società ha annunciato ricorso dopo la stangata della Fifa
Robert Platek, finanziere americano di 56 anni, è il presidente dello Spezia dal febbraio scorso: la società ha annunciato ricorso dopo la stangata della Fifa
di Luca Tavecchio A questo punto a qualcuno il nome di Robert Platek, proprietario dello Spezia da pochi mesi, farà venire in mente quello più evocativo di Decio Cavallo, il “paesano“ appena arrivato dall’America, a cui Totò vende la fontana di Trevi nel film ’TotòTruffa’. Dopo la pandemia, la grana dello stadio e l’affaire Italiano, per il patron statunitense è infatti arrivata una nuova tegola, questa volta firmata Fifa: blocco del mercato per due anni, a partire dal gennaio 2022, e sanzione da 460mila euro per violazione delle norme sul trasferimento dei calciatori minorenni. Un ennesimo “brutto...

di Luca Tavecchio

A questo punto a qualcuno il nome di Robert Platek, proprietario dello Spezia da pochi mesi, farà venire in mente quello più evocativo di Decio Cavallo, il “paesano“ appena arrivato dall’America, a cui Totò vende la fontana di Trevi nel film ’TotòTruffa’. Dopo la pandemia, la grana dello stadio e l’affaire Italiano, per il patron statunitense è infatti arrivata una nuova tegola, questa volta firmata Fifa: blocco del mercato per due anni, a partire dal gennaio 2022, e sanzione da 460mila euro per violazione delle norme sul trasferimento dei calciatori minorenni. Un ennesimo “brutto risveglio“ nella realtà del calcio di casa nostra per il finanziere americano che, a febbario scorso, si era buttato nell’avventura sportiva italiana con entusiasmo e idee chiare: "La Serie A – disse – è l’elite ed è da tempo che cercavamo un’opportunità di partnership con un club italiano di cui apprezzassimo mission ed etica". Chissà cosa cambierebbe di quelle parole alla luce degli ostacoli e degli sgambetti che si è già trovato ad affrontare.

Secondo la Commissione disciplinare dell’organismo mondiale del calcio, lo Spezia "ha portato in Italia parecchi calciatori nigeriani minorenni usando un sistema finalizzato ad aggirare il regolamento e le norme di tutela dei minori". I fatti riguardano il periodo 2014-2018 e hanno portato, nel 2019, a un’inchiesta della procura della Spezia per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina nei confronti del club bianco, allora ancora di proprietà del magnate spezzino del petrolio Gabriele Volpi. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, alcuni dirigenti della società aquilotta del tempo avevano messo in piedi un sistema che iniziava nella scuola calcio della capitale nigeriana, Abuja, passava da squadre dilettantistiche liguri, come il Val di Vara 5 Terre (Promozione) e la Lavagnese (Serie D), dove i giocatori venivano “parcheggiati“ e si concludeva con il tesseramento nello Spezia. Un sistema che aveva come obiettivo finale la vendita dei calciatori, nel frattempo diventati maggiorenni, e i lauti guadagni connessi. L’inchiesta della giustizia ordinaria è all’udienza preliminare, con quattro richieste di rinvio a giudizio e 19 archiviazioni (tra cui quella di Volpi), ma la giustizia sportiva ha invece fatto il suo corso, con la maximulta e il congelamento del mercato per quattro sessioni (due anni).

Da parte sua, la società ligure ha già annunciato ricorso: "Siamo sorpresi dalla decisione della Fifa – ha detto il presidente Philip Raymond Platek jr, fratello del proprietario – La nuova proprietà non ha avuto alcun ruolo nelle presunte trasgressioni imputate allo Spezia Calcio e condanna fermamente qualsiasi sistema che includa il trasferimento illecito di minori". Platek ha poi sottolineato che "quando il nuovo gruppo ha acquisito lo Spezia Calcio, nel febbraio 2021, l’indagine Fifa non è stata esposta in maniera adeguata. Il club è stato informato soltanto ad aprile e ha agito subito con un controllo interno, per dimostrare che le irregolarità non riguardano l’attuale proprietà".