La cosa più bella è che davvero stavolta il totale è maggiore dell’insieme dei singoli. Un giorno capiremo perché nell’Olimpiade dei disastri a squadre, sono state le staffette e i quartetti che sommano le prestazioni individuali, a darci le soddisfazioni maggiori. Di sicuro, come dice Marcell Jacobs, questa è "l’Italia migliore di sempre, cinque medaglie d’oro solo nell’atletica è qualcosa di mai visto". L’Italia migliore di sempre è anche una delle più patriottiche, con buona...

La cosa più bella è che davvero stavolta il totale è maggiore dell’insieme dei singoli. Un giorno capiremo perché nell’Olimpiade dei disastri a squadre, sono state le staffette e i quartetti che sommano le prestazioni individuali, a darci le soddisfazioni maggiori. Di sicuro, come dice Marcell Jacobs, questa è "l’Italia migliore di sempre, cinque medaglie d’oro solo nell’atletica è qualcosa di mai visto".

L’Italia migliore di sempre è anche una delle più patriottiche, con buona pace di chi ancora fa caso al fatto che sia un gruppo multetnico: "Noi non ce ne rendiamo neanche conto, siamo qua sotto una bandiera sola, lo abbiamo sempre saputo e non abbiamo mai avuto dubbi. Questa maglia ti dà una carica e una spinta in più perché sai che dietro c’è tutta l’Italia che ti spinge ed è quello che abbiamo sentito oggi", dice ancora Jacobs.

Perché davvero lo sport possa insegnare qualcosa per la vita, ci vuole gente che ha voglia di imparare, all’altro capo della lezione. Quello della 4x100 è magnifico, come esempio di comunità da seguire: "Difficile parlare di me, perché la staffetta si corre in 4 – ha detto Tortu –. Subito non capivo, ho chiesto a Patta se avevamo vinto e me lo ha confermato. Le lacrime pensavo di averle finite, invece. Ma la cosa più bella sarà cantare l’inno, piangerò ancora e ancora. Ero più lucido mentre correvo rispetto a quando ho tagliato il traguardo. Non potevo credere che fosse vero".

Invece ci ha creduto, fregando il britannico all’ultimo allungo: "Quel tuffo finale per me ha un significato, significa che ogni centimetro conta. Non so in quanti potevano pronosticare un finale del genere, noi ci credevamo e anche prima di entrare ci siamo detti: la portiamo a casa noi oggi. Noi davanti agli inglesi? Non è il loro anno, It’s coming Rome di nuovo. È da dividere in tante parti questa medaglia e se c’è qualcuno che ci ha messo qualcosa in più è stato Lorenzo Patta, ha corso da protagonista e da vincitore".

"E’ la mia prima Olimpiade, penso sia andata bene – ha aggiunto Patta –. Sono felicissimo, al settimo cielo anche se non sembra. Ancora non ci credo, ringrazio loro tre per questo grande regalo".

Desalu usa l’ironia: "Per la seconda volta che corro in curva in staffetta mi sono trovato abbastanza bene. Noi siamo un bel gruppo, abbiamo lavorato tanto, la cosa che ha fatto la differenza è il grande gruppo che ci unisce, qualcosa di fantastico".

Davvero. Grazie di tutto, ragazzi.

Doriano Rabotti