Jannik Sinner, 20 anni, in azione e in trionfo a Sofia dove ha bissato il successo dello scorso anno nel torneo Atp 250. L’altoatesino dà l’assalto alla Top 10 mondiale ed è in corsa per le Finals di novembre a Torino
Jannik Sinner, 20 anni, in azione e in trionfo a Sofia dove ha bissato il successo dello scorso anno nel torneo Atp 250. L’altoatesino dà l’assalto alla Top 10 mondiale ed è in corsa per le Finals di novembre a Torino
di Paolo Franci Sofia è un po’ casa sua. E’ lì, su quella superficie amica nella capitale bulgara - anzi, a questo punto perlomeno ’sorellina’ - che Sinner ha alzato il primo trofeo Atp in carriera. Era il 14 novembre 2020 e Jannik batteva al tie break del terzo set il canadese Vasek Pospisil, vincendo il primo torneo e alzando il livello della sua ascesa in maniera inequivocabile. Undici mesi dopo Jannik ha fatto il bis infilzando il francese Monfils, sistemato nel breve volgere di due set, 63, 64 e in poco più di un ora. Il bis di Sinner a Sofia toglie la polvere alle statistiche...

di Paolo Franci

Sofia è un po’ casa sua. E’ lì, su quella superficie amica nella capitale bulgara - anzi, a questo punto perlomeno ’sorellina’ - che Sinner ha alzato il primo trofeo Atp in carriera. Era il 14 novembre 2020 e Jannik batteva al tie break del terzo set il canadese Vasek Pospisil, vincendo il primo torneo e alzando il livello della sua ascesa in maniera inequivocabile.

Undici mesi dopo Jannik ha fatto il bis infilzando il francese Monfils, sistemato nel breve volgere di due set, 63, 64 e in poco più di un ora. Il bis di Sinner a Sofia toglie la polvere alle statistiche dei leggendari anni ’70. Era da quell’era così gloriosa per la nostra racchetta che un italiano non vinceva lo stesso torneo Atp a distanza di 12 mesi e cioè dal 1976 quando capitò a Paolo Bertolucci nel prestigioso torneo di Firenze.

Nel 2019 Sinner aveva strabiliato vincendo il NextGen da wild card e rivelandosi come possibile, nuovo crac del tennis azzurro. Poi, nel 2020 c’era stata crescita sì, ma mutilata dallo stop del Covid e comunque impreziosito da segnali di impennata, come quel quarto di finale al Roland Garros che non poteva essere un semplice petardo.

Proprio alla fine di quell’anno è arrivata la prima vittoria a Sofia, incipit di una stagione che ne segna la definitiva consacrazione nell’attico del tennis mondiale. Jannik centra il bersaglio grosso a Melbourne vincendo il "Great Road Ocean Open" - un Atp 250 come il torneo di Sofia - e battendo in una finale tutta tricolore Stefano Travaglia. Poi si ripete a Washington, dove gioca un grande tennis e fa fuori ben quattro americani di fila. Il “magic moment“ del ventenne di Sesto Pusteria prosegue anche nel Masters 1000 di Miami, dove Sinner incrocia però il miglior Hurkacz della stagione, che alla fine alzerà il coppone al cielo. Resta però il fatto che Jannik è il primo italiano a disputare una finale al Masters Mille di Miami.

Il bilancio è dunque di tre tornei vinti - solo tre volte un italiano ha centrato tre titoli in stagione, Bertolucci e Barazzutti nel ’77 e poi Fognini nel suo magico 2018 - e quattro finali in stagione che gli valgono la piena corsa per le prestigiose Atp Finals che giocherebbe in casa, qui in Italia a Torino. Sinner non accenna direttamente ma è chiaro come l’obiettivo sia quello: "Speriamo di avere un bel finale di stagione... Ringrazio il mio team per il lavoro duro che stiamo facendo e che sta portando risultati. Questo di Sofia - ha concluso Jannik - è un torneo molto speciale per me, spero di tornarci anche l’anno prossimo". E in attesa del “non c’è due senza tre“ del martello altoatesino, la vittoria di Sofia pesa proprio nella corsa alle Atp Finals rispetto a Hubert Hurkacz (anche lui tre titoli in stagione) e Casper Ruud (4), i due rivali più pericolosi e a parte i fenomeni tipo Nole Djokovic, Zverev o Medvedev, tra i tennisti più prolifici dell’anno, con il serbo numero uno al mondo che ha accarezzato a lungo l’idea di poter centrare lo Slam.