Giacomo Raspadori (Ansa)
Giacomo Raspadori (Ansa)
La cosa che fa sorridere è che l’Europeo di calcio s’è scrollato l’inutile finalina per il terzo e quarto posto da oltre quarant’anni. Cioè dal 1980. E guarda caso quel giorno c’eravamo anche noi in campo ed eravano Paese ospitante: ko ai rigore contro la Cecoslovacchia. Da lì in poi, considerata inutile, la finalina è stata cancellata dall’Uefa. E la cosa fa sorridere ancor di più si considera che l’Uefa, dal 2016 si risparmia anche di premiare le semifinaliste. E infatti, all’ultimo Europeo, Danimarca e Spagna non hanno giocato nè hanno ricevuto medaglia. E allora, un ipotetico hashtag...

La cosa che fa sorridere è che l’Europeo di calcio s’è scrollato l’inutile finalina per il terzo e quarto posto da oltre quarant’anni. Cioè dal 1980. E guarda caso quel giorno c’eravamo anche noi in campo ed eravano Paese ospitante: ko ai rigore contro la Cecoslovacchia. Da lì in poi, considerata inutile, la finalina è stata cancellata dall’Uefa. E la cosa fa sorridere ancor di più si considera che l’Uefa, dal 2016 si risparmia anche di premiare le semifinaliste. E infatti, all’ultimo Europeo, Danimarca e Spagna non hanno giocato nè hanno ricevuto medaglia.

E allora, un ipotetico hashtag potrebbe essere: #iostoconcourtois, il portiere del Belgio che è entrato a piedi uniti su Aleksander Ceferin, chiedendogli: "Finire terzo nella Nations League non serve a nulla. Non so perché giochiamo contro l’Italia...". Come dargli torto? Partita più inutile di questa, in un periodo in cui allenatori, club, sindacati internazionali dei calciatori e non solo denunciano lo stress fisico cui sono sottoposti i calciatori in un autentico diluvio di appuntamenti. Intendiamoci, bello vedere l’Italia difendere il quinto posto nel ranking mondiale (contro il Belgio, numero uno) per arrivare al Qatar da teste di serie ai sorteggi. Bello - sempre - vedere i ragazzi del Mancio in campo. Ci mancherebbe. Però questo non mette una pezza alla cecità dell’Uefa, che ha reintrodotto una partita inutile che, invece, in competizioni ben più importanti come l’Europeo, ha cancellato da anni. Fa sorridere o no?

E fa anche rabbia, leggendo in controluce una serie di dati. E’ un fatto che i lunghi mesi del calcio all’ombra del Covid abbiano stressato i giocatori sul piano fisico e mentale, oltre al carico psicologico del dover fare i conti con tamponi e bolle e la tensione strisciante da Covid ogni maledetto giorno.

C’è uno studio pubblicato dal centro studi svizzero del Cies che indica come i calciatori top convocati per l’’ultimo europeo abbiano giocato un numero di partite enorme nell’anno precedente Euro2020. Bruno Fernandes, prima di scendere in campo con la Nazionale aveva giocato - dal 16 maggio 2020 alla vigilia dell’Europeo - ben 81 partite con lo United! Dietro di lui, Mason Mount del Chelsea con 76 e Ruben Dias del City con 73. Dietro a questo terzetto, una ristretta cerchia di giocatori che hanno giocato oltre settanta partite. Tra questi il nostro Gigio Donnarumma (che poi ne giocherà sette all’Europeo...), ma anche Maguire (United); Schmeichel e Tielemans (Leicester), Koundè (Siviglia), E sono decine i giocatori che le 70 partite le hanno sfiorate.

Dunque, come si fa a dare torto a Courtois? Ci prova Roberto Mancini che dà un senso a questa partita tornano al "nove" autentico e provando in chiave futura Giacomo Raspadori. In una domenica senza serie A e senza nemmeno una vera partita della Nazionale, il ragazzo avrà tutta la nostra attenzione. E chissà che contro un Belgio privo anche di Lukaku non sia propio lui a spiegare a Courtois perchè valeva la pena giocare questa partita...