Roberto Mancini, 56 anni, alla guida della Nazionale dal 2018: è arrivato a 28 risultati utili consecutivi, a due sole partite dal record della Nazionale di Vittorio Pozzo
Roberto Mancini, 56 anni, alla guida della Nazionale dal 2018: è arrivato a 28 risultati utili consecutivi, a due sole partite dal record della Nazionale di Vittorio Pozzo
di Mattia Todisco Sono ormai 53 anni che l’Italia non vince un Europeo di calcio. Il buon esordio con la Turchia fa ben sperare anche chi della nazionale faceva parte a quei tempi, come Enrico Albertosi, che nella fase finale non giocò per un infortunio. "La prima partita è sempre la più difficile – dice l’ex portiere -. Il primo tempo non è stato bello anche perché l’avversario non ha fatto nulla. Si difendevano e basta, è difficile giocarci contro. Sbloccato il risultato si sono aperti e l’Italia ha sfruttato...

di Mattia Todisco

Sono ormai 53 anni che l’Italia non vince un Europeo di calcio. Il buon esordio con la Turchia fa ben sperare anche chi della nazionale faceva parte a quei tempi, come Enrico Albertosi, che nella fase finale non giocò per un infortunio. "La prima partita è sempre la più difficile – dice l’ex portiere -. Il primo tempo non è stato bello anche perché l’avversario non ha fatto nulla. Si difendevano e basta, è difficile giocarci contro. Sbloccato il risultato si sono aperti e l’Italia ha sfruttato questo cambiamento facendo meritatamente altri due gol".

Le piace questa nazionale? "Non mi dispiace, ma voglio vederla quando incontreremo squadre più forti. Quando ci si misurerà con Spagna, Inghilterra, Germania, Francia, ma anche Portogallo, tireremo le somme".

La vincitrice, comprendendo gli azzurri, uscirà tra queste squadre?

"Credo di sì. Ho visto la sfida tra Galles e Svizzera, non penso potranno impensierirci".

Quante possibilità di successo ha l’Italia di Mancini?

"Mi auguro vincano il torneo, ma non sarà facile. Bisogna superare sei partite e quelle dopo il girone diventeranno più difficili perché si gioca sapendo che sei dentro o fuori. In più si va in campo tante volte in poco tempo, dopo un’annata in cui quasi tutti sono stati costretti a giocare ogni tre giorni".

Questa squadra le ricorda una spedizione in particolare a cui ha partecipato?

"Forse proprio quella del ‘68 che poi vinse l’Europeo. Non ci davano per favoriti e poi invece abbiamo alzato il trofeo. Eravamo un gruppo eccezionale, molto unito. Erano i giocatori che Valcareggi ha portato ai Mondiali due anni dopo e anche lì abbiamo fatto risultato, visto che siamo arrivati in finale".

Anche voi venivate da una delusione, la sconfitta con la Corea del ‘66. Si aspettava una nazionale così dopo il mancato accesso a Russia 2018?

"Certamente era difficile rialzarsi, non mi aspettavo che infilassero questa serie di risultati positivi. Quando non perdi mai la fiducia diventa immensa. Giochi con tranquillità perché sai di essere forte".

Come si sente un portiere che non prende mai un tiro, vedi Donnarumma con la Turchia? "Pensa che è meglio così, perché almeno eviti figuracce. La Turchia è venuta avanti una volta sola in tutta la partita. Dall’altro lato un portiere rende meglio quando è impegnato, se prendi gol alla prima occasione degli avversari non è il massimo".

Chi l’ha impressionata di più tra gli azzurri?

"Jorginho, eccezionale. Anche Barella molto bene, soprattutto il secondo tempo. Aggiungo Di Lorenzo una volta entrato, insieme a Spinazzola che quando attacca è pericolosissimo".