Stefano Pioli e il Milan sono in vetta a +4 sul Sassuolo, oggi la chance per allungare
Stefano Pioli e il Milan sono in vetta a +4 sul Sassuolo, oggi la chance per allungare
di Luca Talotta Da Parma al Parma, dalla quella sua terra natia che gli ha regalato tante gioie e anche qualche dolore alla sfida contro la formazione di Liverani alla quale chiede strada nella rincorsa al sogno scudetto. Quella di questa sera (stadio San Siro, ore 20.45) sarà, per Stefano Pioli, un match molto particolare; che andrà oltre l’aspetto meramente sportivo, andrà a toccare corde dell’anima che spesso rimangono sepolte dietro argomentazioni di tecnica,...

di Luca Talotta

Da Parma al Parma, dalla quella sua terra natia che gli ha regalato tante gioie e anche qualche dolore alla sfida contro la formazione di Liverani alla quale chiede strada nella rincorsa al sogno scudetto. Quella di questa sera (stadio San Siro, ore 20.45) sarà, per Stefano Pioli, un match molto particolare; che andrà oltre l’aspetto meramente sportivo, andrà a toccare corde dell’anima che spesso rimangono sepolte dietro argomentazioni di tecnica, tattica e chiacchiere da bar.

Perché Parma per Stefano Pioli significa molto, forse tutto; è per prima cosa un legame affettivo, visto che è la sua città natale e quella che gli ha permesso di iniziare ad esprimersi a grandi livelli, giocando prima nel settore giovanile del club ducale e poi in prima squadra, appena diciottenne, nell’allora C1. Un anno dopo, il grande salto: arriva la Juventus, appena laureatasi campione d’Italia, con la quale vince la Coppa dei Campioni e la Coppa Intercontinentale nel 1985 e lo Scudetto l’anno successivo, ad appena 20 anni, sebbene non da titolare.

Stasera non ci sarà modo di scherzare, perché questo Milan viaggia a ritmi elevatissimi e deve proseguire nella sua corsa. Dall’altra parte, però, ci sarà "… una buona squadra, che ha caratteristiche che possono metterci in difficoltà, dovremo stare attenti quando avremo la palla senza forzare le giocate".

Parole, quelle di Stefano Pioli, che viaggiano con la fantasia e tornano indietro a quel calcio di una volta, quello in cui un giovane 19enne di serie C1 può davvero essere ingaggiato dai campioni d’Italia.

Ma c’è anche una seconda vita di Stefano Pioli a Parma. Quella cominciata nel giugno 2006, quando divenne l’allenatore dei ducali esordendo in serie A il 10 settembre in quel’1-1 maturato sul campo del Torino. Una città, Parma, che tenne a battesimo anche la sua prima in panchina in campo europeo, avvenuta quattro giorni dopo la già citata sfida contro il Torino, quando guidò la squadra alla vittoria contro il Rubin Kazan in Coppa Uefa. Un idillio, quello tra Parma e Pioli, che s’interruppe a Parma, quando venne esonerato per fare posto a Claudio Ranieri, e mai più rinsaldato. Il presente di Pioli, però, si chiama Milan; e stasera Stefano da Parma chiederà al Parma di Liverani strada per proseguire in un sogno magico, quello di riportare il Diavolo nell’olimpo del calcio italiano e non solo.