di Leo Turrini A volte capita di commuoversi, esercitando lo sgangherato mestiere del cronista. Succede quando vedi una ragazzina di quindici anni (ne farà sedici a gennaio) superare ogni aspettativa, dando un senso ad una certa idea dell’Italia dello sport. Benedetta Pilato è una minorenne che viene da un angolo del Sud, da quella zona di Taranto che simbolicamente rimanda ad una percezione di sofferenza e di ingiustizia. Pensate alle ansie da...

di Leo Turrini

A volte capita di commuoversi, esercitando lo sgangherato mestiere del cronista. Succede quando vedi una ragazzina di quindici anni (ne farà sedici a gennaio) superare ogni aspettativa, dando un senso ad una certa idea dell’Italia dello sport. Benedetta Pilato è una minorenne che viene da un angolo del Sud, da quella zona di Taranto che simbolicamente rimanda ad una percezione di sofferenza e di ingiustizia. Pensate alle ansie da Ilva, la acciaieria diventata un presagio cupo. Pensate alla angoscia da appartenenza. E poi liberatevi in un sorriso.

Il sorriso di Benedetta, appunto. Già adolescenziale reginetta dei 50 rana, anche a livello internazionale, questa ex bambina ha consacrato la sua grandezza nella piscina di Riccione. Battendo le più esperte colleghe di Nazionale, la Carraro e la Castiglioni. Ma, soprattutto, aprendo il libro dei sogni sui 100 rana. In un attimo solo, la fanciulla pugliese ha demolito il record nazionale. Ha anche ottenuto il quarto tempo europeo all time. E ha staccato il biglietto per l’Olimpiade di Tokyo. 1’06”02: questo il verdetto scandito dal cronometro, trailer di un film che promette di rivelarsi un kolossal hollywoodiano di qui a poco.

Così nasce una stella. Così, in un lampo di gioia e di tenerezza, si manifesta la nuova icona femminile dello sport Azzurro. Come Novella Calligaris mezzo secolo fa e come Federica Pellegrini ad Atene nel 2004, si materializza il prologo di una storia meravigliosa. Ovviamente io non so cosa potrà combinare Benedetta Pilato nella piscina olimpica. Forse l’appuntamento con i cinque cerchi arriverà troppo presto. Forse per la sublimazione del suo talento dovremo attendere il 2024. Ma qui siamo in presenza dell’alba di una nuova Divina e di sicuro sarà un piacere fare spudoratamente il tifo per questa creatura innocente, una pepita di talento e poesia, di arte applicata all’agonismo e di cultura dello sport valorizzata nella maniera migliore. Chiudo segnalando che Federica Pellegrini, in un certo senso la...zia di Benedetta Pilato!, ha conquistato l’ennesimo titolo tricolore sui 200 stile libero, pur restando lontana dal minimo per la qualificazione ai Giochi. Ma è solo questione di tempo, cronometro a parte: a primavera, ce la farà anche la ...zia.