Diciamolo apertamente: il circuito del Mugello non è la pista preferita da Marc Marquez. Possibile? Altro che. E per una conferma immediata è sufficiente rileggere lo score delle vittorie che il numero uno spagnolo ha collezionato su questa pista: tre, appena tre, e snocciolate nelle tre diverse categorie. Nel 2010, nella classe 125, nel 2011 in Moto2 e nel 2014 nella MotoGp. Stop. Poco, davvero poco, per un campionissimo come lui, abituato a dettare legge ovunque, a...

Diciamolo apertamente: il circuito del Mugello non è la pista preferita da Marc Marquez. Possibile? Altro che. E per una conferma immediata è sufficiente rileggere lo score delle vittorie che il numero uno spagnolo ha collezionato su questa pista: tre, appena tre, e snocciolate nelle tre diverse categorie.

Nel 2010, nella classe 125, nel 2011 in Moto2 e nel 2014 nella MotoGp. Stop. Poco, davvero poco, per un campionissimo come lui, abituato a dettare legge ovunque, a piazzare la bandiera della Spagna in ogni angolo del mondo, a mettere in fila raffiche di vittorie (sulla medesima pista) da far scoraggiare anche il più accanito degli avversari.

Ma al Mugello, no. La storia è diversa. Eppure si tratta di una pista tecnica e velocissima allo stesso tempo, caratteristiche che Marquez adora; e poi, da queste parti, specie quando sei in sella alla moto migliore in assoluto (e la Honda lo è stata per diverse stagioni), può prenderti il lusso di staccare il gruppo con fughe imprendibili, giro dopo giro, e anche questa è una delle migliori qualità di Marc. Eppure, no. Al Mugello, Marquez la voce grossa non è riuscito a farla quasi mai. Non solo. Accanto alle poche vittorie, Marc ha collezionato più cadute che risultati importanti per la classifica. Incredibile. Ma vero.

E allora ecco la (inevitabile) leggenda che riporta tutto sul piano del confronto diretto con il ‘nemico’ Valentino. Una sorta di pressione psicologica quella che subirebbe Re Marc ogni volta che è chiamato a giocarsi al meglio il Gp d’Italia. Il Gp che più di ogni altro è di Rossi e dove Rossi, vincendo o no, rimane il numero uno. Il padrone di casa, il campione intoccabile. Chissà. Fatto sta che al Mugello (anche se non bisogna dimenticare che il record della pista è comunque nelle mani di Marquez), Marc ha vissuto anche la parentesi più critica, almeno fino all’infortunio di Jerez di un anno fa, che gli ha cancellato tutto il Mondiale 2020. "Al Mugello 2013 – è stata la rivelazione del pilota spagnolo – è stata forse l’unica volta che ho avuto davvero paura…". Paura di morire, sia chiaro, visto il drammatico incidente con la moto che gli correva dritta a 300 all’ora contro uno dei muretti che delimitano la pista. Marc capì che sarebbe stato un impatto micidiale e con una freddezza unica, in mezzo secondo, scelse di ‘scendere’ dalla moto prima del botto nel muro. Roba da numeri uno. Roba da Marquez.

Riccardo Galli