di Gianmario Bonzi Sette giorni in equilibrio tra tensione e sogno. La prima settimana iridata a Cortina va in archivio senza medaglie per l’Italia, una situazione probabilmente imprevedibile solo 15 giorni fa, ma alla quale hanno poi contributo diversi fattori. In primis, l’infortunio di Sofia Goggia da una parte, e le tante discussioni sul tracciato della Vertigine, dall’altra. La bergamasca sarebbe stata la principale favorita in discesa, ma soprattutto avrebbe calamitato inizialmente attenzioni mediatiche e pressioni, con la capacità di restituirle poi al mittente una volta in pista. In altre parole,...

di Gianmario Bonzi

Sette giorni in equilibrio tra tensione e sogno. La prima settimana iridata a Cortina va in archivio senza medaglie per l’Italia, una situazione probabilmente imprevedibile solo 15 giorni fa, ma alla quale hanno poi contributo diversi fattori. In primis, l’infortunio di Sofia Goggia da una parte, e le tante discussioni sul tracciato della Vertigine, dall’altra. La bergamasca sarebbe stata la principale favorita in discesa, ma soprattutto avrebbe calamitato inizialmente attenzioni mediatiche e pressioni, con la capacità di restituirle poi al mittente una volta in pista. In altre parole, avrebbe un po’ "coperto" le compagne sotto ogni punto di vista e magari vinto anche un paio di medaglie, lanciandole al meglio per la seconda settimana. Che ora si aprirà sicuramente con maggior tensione e non vorremmo essere in Marta Bassino alla vigilia del gigante (previsto giovedì) nel caso si dovesse arrivare a quella data ancora senza allori, possibile.

E’ probabile poi che lo stesso Dominik Paris non sia arrivato all’appuntamento decisivo con la consueta fiducia in sé stesso, su una pista che conosce poco, relativamente corta, e dopo continue discussioni su tracciati e porte. Va detto, comunque, che gli atleti hanno poche colpe. Dominik, per dire, nella discesa di ieri ha chiuso 4° nonostante una porzione iniziale di tracciato più simile a un gigante, addirittura, che a una libera; quanto alla gara femminile di sabato, nulla può essere imputato alle azzurre, tutte in pista con l’atteggiamento corretto. Bene, bravo, bis! La medaglia d’oro del superG, nel frattempo, Vincent Kriechmayr, ha concesso il bis anche in discesa, ieri, come solo Hermann Maier a Vail nel 1999 e Bode Miller a Bormio nel 2005 avevano saputo fare.

"Herman è stato il mio idolo – ha detto il fuoriclasse del Wunderteam che in Austria chiamano ”Vince” –. Sono veramente felice di condividere questo primato con loro".

Se tanti si lamentavano della pista, in particolare della tracciatura nella prima prova, poi corretta, gli austriaci hanno sempre fatto spallucce. Il loro allenatore ha spiegato che non fa parte della loro mentalità, perché se si critica, tra staff e atleti, è come se poi ci si chiamasse fuori dal gioco, perdendo attenzione su ciò che conta: dare il massimo in ogni condizione. Secondo Sander (già tre argenti per la Germania, in discesa maschile non salivano sul podio dal 2001), terzo il favorito, lo svizzero Feuz.

Così ”Domme“: "Non sono riuscito a fare quello che volevo fare. Io cerco sempre di dare il meglio, ma non credo di dover dimostrare nulla, le gare rimangono un divertimento per me, sono un po’ deluso ma guardiamo avanti". Settimo Innerhofer, 24° Marsaglia, caduto il giovane Forian Schieder, per lui sospetta rottura del crociato anteriore del ginocchio sinistro. Oggi (manche, ben quattro, dalle 9.45 alle 15.10) combinata alpina per entrambi i sessi, con superG sulla stessa pista delle donne e slalom ‘facile’. I favoriti si chiamano Pinturault e Shiffrin. Azzurre: Brignone, Bassino, E. Curtoni, N. Delago. Azzurri: Tonetti, Innerhofer, Franzoni.