di Luca Talotta La ricerca della verità, spesso, viene condizionata dal contesto. Ma se si analizzano semplicemente i fatti, si può dire senza ombra di dubbio che il Milan è meritatamente capolista di questo campionato. Per la qualità di gioco espressa, per la compattezza di squadra e la continuità di risultati. Lo ha dimostrato anche ieri, a Benevento; un campo dove si erano fermate Juventus e Lazio nei mesi scorsi e dove invece il giovane Diavolo di Pioli è riuscito a vincere. Un 2-0 condito da mille variabili, che non sono riuscite a scalfire le certezze di un gruppo...

di Luca Talotta

La ricerca della verità, spesso, viene condizionata dal contesto. Ma se si analizzano semplicemente i fatti, si può dire senza ombra di dubbio che il Milan è meritatamente capolista di questo campionato. Per la qualità di gioco espressa, per la compattezza di squadra e la continuità di risultati. Lo ha dimostrato anche ieri, a Benevento; un campo dove si erano fermate Juventus e Lazio nei mesi scorsi e dove invece il giovane Diavolo di Pioli è riuscito a vincere. Un 2-0 condito da mille variabili, che non sono riuscite a scalfire le certezze di un gruppo che gioca a memoria e continua a sbalordire. Perché un’ora di gioco in inferiorità numerica, per via dell’espulsione di Tonali, è una variabile importante e perché si arrivava dalla vittoria dell’Inter di qualche ora prima, che metteva maggiore pressione sulla squadra alla luce anche di un calendario che vedrà i rossoneri in campo già dopodomani a San Siro addirittura contro la Juventus campione d’Italia. Un cocktail, questo, che ha generato comunque il 12esimo risultato utile consecutivo in stagione (otto vittorie e quattro pareggi), con quell’unico ko che rimane la sconfitta di Europa League contro il Lille; senza quella debacle, peraltro ininfluente a livello di passaggio del turno, i risultati utili consecutivi sarebbero ad oggi addirittura 37. Numeri da grande, per chi gioca con la leggerezza e la spensieratezza di chi vuole essere protagonista. Un Milan che torna ad essere un vero e proprio marchio di fabbrica, squadra capace di superare le avversità e andare vicino al 3-0 nel finale, con i pali colti da Calhanoglu e Kessie. Proprio l’ivoriano aveva aperto le danze dal dischetto al 15’, per un rigore generosamente regalato dal Benevento ma giusto; un vantaggio messo a repentaglio da un fallaccio di Tonali su Letizia, che giustamente l’arbitro (coadiuvato dal Var) sanzionava con l’espulsione. Con l’assenza di Bennacer e la conseguente squalifica dell’ex centrocampista del Brescia, dopodomani contro la Juventus le scelte per Pioli saranno obbligate, con Krunic al fianco di Kessie. Ma il Milan convive ormai da sempre con le difficoltà e anche mercoledì, contro i bianconeri di Pirlo, Pioli saprà trovare la giusta alchimia; anche senza Ibrahimovic, Bennacer e Tonali. Perché quando ti ritrovi un Leao così in forma, paradossalmente nel momento in cui tutti iniziavano a chiedersi se servisse un nuovo attaccante al posto di Ibrahimovic o meno, la fiducia aumenta; e perché quando la fortuna ti assiste, con il rigore di Caprari che esce e manda all’inferno gli Stregoni di Inzaghi invece di farli rientrare in partita, allora vuol dire che può davvero essere la tua stagione. Quei segnali da interpretare, che possono farti volare ma anche togliere i piedi da terra; per un Milan che ha risposto ancora una volta presente e che dopodomani chiederà strada, dopo Inzaghi, ad un altro grande ex come Pirlo.