Brahim Diaz, 21 anni, bacia la testa di Simon Kjaer (31): lo spagnolo ha realizzato la rete del 2-2, l’altro ha vestito gli insoliti panni di assist-man con due passaggi-gol
Brahim Diaz, 21 anni, bacia la testa di Simon Kjaer (31): lo spagnolo ha realizzato la rete del 2-2, l’altro ha vestito gli insoliti panni di assist-man con due passaggi-gol
di Riccardo Galli Il Milan riprende la corsa all’Inter. Questione d’orgoglio, senza dubbio, e proprio l’orgoglio è stata l’arma con cui i rossoneri hanno vinto a Firenze, ribaltando il vantaggio della Fiorentina. Nella girandola di gol del 2-3 finale, c’è infatti il riassunto della tenacia con cui il Milan vuole provare a rimettersi in lotta per lo scudetto. Prova a corrente alternata quella della squadra di Pioli: affanno e stanchezza post coppa nel primo tempo (nonostante il vantaggio di Ibra), spregiudicatezza e cinismo nella...

di Riccardo Galli

Il Milan riprende la corsa all’Inter. Questione d’orgoglio, senza dubbio, e proprio l’orgoglio è stata l’arma con cui i rossoneri hanno vinto a Firenze, ribaltando il vantaggio della Fiorentina. Nella girandola di gol del 2-3 finale, c’è infatti il riassunto della tenacia con cui il Milan vuole provare a rimettersi in lotta per lo scudetto. Prova a corrente alternata quella della squadra di Pioli: affanno e stanchezza post coppa nel primo tempo (nonostante il vantaggio di Ibra), spregiudicatezza e cinismo nella ripresa con la rincorsa firmata da Diaz e poi Calhanoglu capaci di ribaltare il vantaggio dei viola con Ribery.

L’incrocio fra Prandelli e Pioli, come la sfida a distanza tra Ribery e Ibrahimovic sono i temi forti del match. Detto questo, la Fiorentina punta sul momento di Vlahovic e il Milan risponde (tanti gli assenti) con Diaz seconda punta e una cabina di regia composta da Tonali e Kessie.

Una decina di minuti e i rossoneri passano con Ibra. Il lancio che accende il contropiede è di Kjaer, ma è la difesa viola a sbagliare tutto. Quarta non fa scattare la posizione di fuorigioco (dello stesso Ibra), Pezzella perde l’attaccante e palla in rete. Sull’episodio c’è l’ombra del contatto (gomito alto) di Zlatan sul capitano viola, ma l’arbitro dice che è tutto regolare. La Fiorentina accusa il colpo, reagisce e la punizione (16’) di Pulgar è perfetta, con Donnarumma in ritardo sull’angolino alto alla sua destra. Si va sull’1-1.

I viola sono più vivi. Il Milan appare stanco e al 28’ per poco Pezzella non si regala una magia da applausi: colpo di tacco che si stampa sulla traversa. Un tocco alla Mancini e proprio davanti al ct della Nazionale seduto in tribuna vip. Ma è ancora una traversa, questa volta colpita da uno ‘scavetto’ di Ibrahimovic, a tenere il risultato sull’1-1. Ibra salta la difesa della Fiorentina, si presenta davanti a Dragowski, e il palo alto gli congela la doppietta. Il primo tempo si chiude con il cambio fra i pali per i viola: Drago si fa male alla caviglia su un rinvio. Dentro Terracciano.

La ripresa inizia con il lampo di Ribery. Il vantaggio viola nasce da uno spunto in velocità. Eysseric vede Vlahovic in mezzo all’area, sponda del serbo per FR7 che piazza il pallone in porta. Il Milan ferito reagisce subito e (12’) Diaz riporta il punteggio in parità. Zampata in mischia e difesa della Fiorentina ancora troppo imprecisa. Rossoneri vicinissimi al vantaggio poco dopo, con una conclusione maligna di Ibra e il pallone che scheggia il palo sinistro di un Terracciano colpevolmente immobile. Il Milan ci crede. Molto di più della Fiorentina e il diagonale rasoterra di Calhanoglu (assist di Kessie) fa riprendere la corsa dei rossoneri sull’Inter.