dall’inviato Leo Turrini Quando sulle note di Debussy la fiamma si è spenta, l’inevitabile malinconia ha trovato sfogo in una domanda da bar. Ma quanto è stata bella, questa Olimpiade ferita dalla paura del virus? E la risposta acuisce il rimpianto: peccato che tante gare spettacolari abbiano avuto come cornice il vuoto. È andata così. Doveva purtroppo andare così. La pandemia ha preso alla gola il mondo ormai quasi due anni fa. Se non altro il...

dall’inviato Leo Turrini

Quando sulle note di Debussy la fiamma si è spenta, l’inevitabile malinconia ha trovato sfogo in una domanda da bar.

Ma quanto è stata bella, questa Olimpiade ferita dalla paura del virus? E la risposta acuisce il rimpianto: peccato che tante gare spettacolari abbiano avuto come cornice il vuoto.

È andata così. Doveva purtroppo andare così. La pandemia ha preso alla gola il mondo ormai quasi due anni fa.

Se non altro il mondo, tramite i Giochi, ha dimostrato di essere ancora in grado di respirare.

Sia pure con la mascherina, eh.

In bilico. Fuori dallo stadio, stessa scena della notte inaugurale. Un po’ di gente a contestare, non volevano l’Olimpiade, ne avevano paura. E un po’ di gente ad applaudire chi poteva entrare.

L’opinione pubblica di Tokyo si è divisa, sull’argomento. Ma, a oggi!, la temuta catastrofe sanitaria non c’è stata.

E questo è un fatto. Poi è anche vero che i sondaggi danno per perdente il governo alle prossime elezioni.

La colpa del primo ministro Suga? Non avere cancellato l’evento.

Due azzurri. Alla cerimonia di chiusura molti occhi si sono puntati su un italiano e su una italiana.

Marcellino pane e vino Jacobs ha sventolato con orgoglio il tricolore.

Il presidente del CONI Malagò lo aveva voluto nel ruolo non solo per sottolineare la doppia, enorme impresa (oro sui 100 e in staffetta). Ma anche e soprattutto per rispondere alle insinuazioni degli stranieri.

C’era poi anche Federica Pellegrini, nel suo nuovo ruolo di membro Cio in rappresentanza degli atleti. Resterà in carica fino ai Giochi di Los Angeles 2028.

A Parigi. Come vuole la tradizione, c’è stato il passaggio del testimone con Parigi. Grazie alla Francia nel 2024 i Giochi faranno ritorno dopo dodici anni in Europa. Mancano sì e no mille giorni.

Il sollievo. Bach, il presidente del Cio, ha fatto un breve discorso di congedo. Ha trovato la frase giusta, che vale per tutti noi che siamo stati qui, in circostanze estreme: "Ce l’abbiamo fatta".

Le cifre. Le ultime, promesso. Sono 93 le nazioni che hanno trovato posto nel medagliere. Battuto il record di Pechino (anche per merito di San Marino): nel 2008 furono 87.

L’Italia ha chiuso al decimo posto. Gli americani hanno sorpassato in extremis la Cina: 39 ori contro 38, 113 podi complessivi contro 88.