Il City frantuma record col pilota automatico. In Fa Cup è arrivato a 15 successi di fila , nel giorno delle 200 vittorie in panchina di Guardiola. Ora però c’è il nemico Mourinho. La gara (ore 18) col Tottenham sarà intensa e dura ma gli Spurs per ora sono fuori anche dalle postazioni in Europa League e sono usciti dalla Coppa dopo un 4-5 d’altri tempi con l’Everton di...

Il City frantuma record col pilota automatico. In Fa Cup è arrivato a 15 successi di fila , nel giorno delle 200 vittorie in panchina di Guardiola. Ora però c’è il nemico Mourinho. La gara (ore 18) col Tottenham sarà intensa e dura ma gli Spurs per ora sono fuori anche dalle postazioni in Europa League e sono usciti dalla Coppa dopo un 4-5 d’altri tempi con l’Everton di Ancelotti. Mourinho, alla vigilia dell’ennesima sfida con Pep, ci tiene a precisare i contorni della sua rivalità col tecnico catalano, col quale in passato non sono mancati gli scontri. "Il problema fra noi allenatori è che non è facile coltivare un’amicizia perché non ci vediamo fuori dal campo, è difficile - sottolinea il tecnico del Tottenham - Con Pep abbiamo lavorato insieme tre anni (quando Guardiola era un giocatore del Barcellona e Mou l’assistente prima di Robson e poi di Van Gaal, ndr). Ci vedevamo ogni giorno, abbiamo festeggiato insieme i titoli vinti e condiviso la delusione. Per il resto appartengo alla generazione per cui quello che succede durante una partita, resta nella partita. Ci sono poi momenti nella vita in cui succedono delle cose che non si dimenticano. Non dimentico che quando morì mio padre, lui sapendo quanto fosse importante per me, mi ha telefonato. E io ho fatto lo stesso quando ha perso la sua mamma. Sono cose che la gente non vede e che oggi sto condividendo perché ne ho l’opportunità". Lo Special One torna poi su Bale e su quel post su Instagram dove il gallese diceva di essersi allenato bene salvo poi essere escluso dalla partita con l’Everton. "C’era una contraddizione fra il post e la realtà. Probabilmente quel post non l’ha scritto nemmeno lui: non posso che ripetere che non stava bene".

Ma in crisi vera c’è il Liverpool che, dopo il tracollo col City e la "bufera" mediatica su Alisson, ha un altro esame severo nel vero clou della Premier con il Leicester, brillantemente terzo.