MotoGp Giappone 2019: da sinistra Quartararo, Marquez e Dovizioso (Ansa)
MotoGp Giappone 2019: da sinistra Quartararo, Marquez e Dovizioso (Ansa)

Motegi, 20 ottobre 2019 - Marc Marquez trionfa anche in Giappone. Il pilota della Honda, già campione del mondo MotoGp, si impone sul tracciato di Motegi centrando la decima vittoria stagionale e la quarta consecutiva. Secondo posto per il francese Fabio Quartararo, su Yamaha. Terzo Andrea Dovizioso in sella alla Ducati. Delusione per Valentino Rossi, caduto a 4 giri dalla bandiera a scacchi.

Fabio Quartararo, 9. La posizione finale conta poco. Il dato fondamentale e significativo è che il vero (e forse unico) anti-Marquez del futuro è proprio lui. La sua battaglia con super Marc è stato il bello del Gp. Stile e aggressività. Fabio è davvero forte.

Marc Marquez, 9. Vince anche questa. Punto. E vince a modo suo, a testa alta, senza concedere niente. Le vacanze, anche se il titolo lo ha già in tasca da giorni, inizieranno più avanti. In Giappone ha voluto ribadire il suo concetto di vita: partecipare per vincere. Sempre.

Andrea Dovizioso, 8. Rispunta sul podio. E lo fa al termine di una bella gara. Partenza in sordina, risalita complicata, duello con Vinales senza regali. Insomma, il Dovi è tornato quello caparbio e motivato d’inizio stagione e la terza posizione regala un sorriso anche alla Ducati. Sì, questo podio ci voleva proprio. Bravo.

Maverick Vinales, 7. Non molla mai e ha fatto di tutto per strappare il piazzamento a Dovizioso. E poi nella parte iniziale della gara, quando le gomme erano ancora al top, aveva intenzioni ben più bellicose di un quarto posto che comunque non è male. Se fosse più tranquillo (il futuro lo preoccupa) sarebbe da podio in ogni occasione.

Franco Morbidelli, 6,5. Avrebbe meritato di più, perché nei primi giri sembrava un (giovane) leone pronto a sbranare qualsiasi avversario. Sulla sua M1 sta crescendo alla grande, il resto lo fanno le motivazioni e il carattere di un pilota che ha le idee chiare. Insomma, nel pacchetto dei protagonisti di un futuro neppure tanto lontano, Morbido ci sta bene. Molto bene.

Cal Crutchlow, 6. Prestazione buona, risultato migliore di tante altre volte. Si prende il risultato migliore del ‘gruppone’ dei secondi e comunque riesce a tenersi alle spalle (oltre al caparbio Morbidelli) anche le due Suzuki e il pacchetto delle Ducati (escluso Dovi). Merita un applauso per il presente, ma per il futuro serve continuità.

Jack Miller, 5. Fa divertire il Team Pramac. Divertire e anche sognare. Insomma, la prima parte della gara di Motegi è stata da 10, poi ecco il calo di rendimento e di prestazione (condito da una dose di sfortuna) fino a un piazzamento troppo anonimo per essere vero. Ma è così. Forza, Jack.

Valentino Rossi, 4. Buio fitto. E… niente. Il rischio è di essere ripetitivi: fa pensare, fa riflettere, il fatto che la Yamaha con Quartararo, Vinales e Morbidelli è lassù, vicina allo sgambetto alla Honda di Marquez e Vale invece è laggiù all’inferno. Serve un segnale per il futuro. E in fretta.

Andrea Iannone, 4. Discorso molto simile al concetto utilizzato per Rossi. Ok, la caduta ha rovinato la giornata, ma Andrea e Aprilia devo guardare in prospettiva. Insieme e con motivazioni condivise. Il futuro è dietro l’angolo e la base (di questo 2019) è da rivedere.

Jorge Lorenzo, 4. Anonimato totale, come ormai è da… sempre, in questa stagione. Spinge la sua Honda per la metà del potenziale a disposizione rispetto a quello che fa vedere Marquez. Sembra quasi si accontenti di rimanere nel Purgatorio dei piazzamenti per far sì che il discorso non prenda una piega diversa. Quale discorso? Quello che dice che lui e la Honda non possono andare più avanti insieme.