epa07859342 Spanish MotoGP rider Marc Marquez (R) of the Repsol Honda Team in action during the qualifying session at Motorland circuit in Alcaniz, Spain, 21 September 2019. The Motorcycling Grand Prix of Aragon will be held on 22 September 2019.  EPA/ANTONIO GARCIA
epa07859342 Spanish MotoGP rider Marc Marquez (R) of the Repsol Honda Team in action during the qualifying session at Motorland circuit in Alcaniz, Spain, 21 September 2019. The Motorcycling Grand Prix of Aragon will be held on 22 September 2019. EPA/ANTONIO GARCIA

Alcaniz, 21 settembre 2019 - Marquez, sempre e solo ancora lui. Spietato e vincente. Più di chiunque. Più della Yamaha (bene con Quartararo e Vinales), benino con Rossi. Più, molto di più, della Ducati ormai lontanissima dai soni e dai progetti di inizio stagione. Dovizioso è solo decimo, Petrucci è... sparito.
E allora la storia bella delle qualifiche di Aragon la racconta il team Aprilia con Aleix Espargarò che ha portato la sua RS-GP in seconda fila, scrivendo una pagina importantissima della storia della squadra di Noale. Mai in MotoGp un’Aprilia era partita così avanti in griglia di partenza e mai (tenuto conto anche della posizione numero 11 di Iannone), Aprilia aveva messo una doppia firma così pregiata su un sabato della MotoGp
Per la verità era accaduto una volta, due anni fa in Giappone, ma quello fu un weekend bagnato. E quindi segnato da prestazioni meno brillanti anche dei top rider.
Ad Aragon invece no. Tutti contro tutti e Aprilia fra i protagonisti con il pilota catalano che potrà contare su un buon ritmo gara, presupposti per una domenica da protagonista, su una pista tradizionalmente adatta alle caratteristiche del prototipo Aprilia.
Brillante anche la prova di Andrea Iannone che, sofferente alla spalla sinistra infortunata a Misano, è stato capace di superare lo scoglio della Q1 superando Rins di 119 millesimi.
Insomma, comanda Marquez, insegue Rossi, soffre Dovizioso, ma l’Aprilia finalmente c’è. Complimenti.