di Paolo Grilli Ronaldo? Certo, ci mancherebbe. Ma la Juve d’Europa punta soprattutto su Morata per cercare mettere domani un tassello pesantissimo nella sua scalata alla Champions. Anche a ottavi già acquisiti. Perché Alvaro ha segnato sei gol nelle cinque partite giocate sin qui (è già il suo record personale) ed è lui l’uomo in più per Pirlo. Mentre CR7, nella Coppa che rimane il suo feudo, è ”fermo” a due sole marcature in tre gare, con un cammino personale certamente frenato dal Covid. ...

di Paolo Grilli

Ronaldo? Certo, ci mancherebbe. Ma la Juve d’Europa punta soprattutto su Morata per cercare mettere domani un tassello pesantissimo nella sua scalata alla Champions. Anche a ottavi già acquisiti. Perché Alvaro ha segnato sei gol nelle cinque partite giocate sin qui (è già il suo record personale) ed è lui l’uomo in più per Pirlo. Mentre CR7, nella Coppa che rimane il suo feudo, è ”fermo” a due sole marcature in tre gare, con un cammino personale certamente frenato dal Covid.

Ecco perché domani sera, in casa del Barcellona, il talismano per tentare l’impossibile contro Messi (serve una vittoria con due gol di scarto e almeno tre reti segnate per il primo posto nel girone) sembra più lo spagnolo del rivale di sempre della ‘Pulce’, Cristiano. Che su Alvaro prevale tra i marcatori bianconeri solo in campionato: otto reti in sei gare contro le tre, in sette partite, del suo ex compagno al Real.

Quanto conti Morata per la Signora si è visto sabato nel derby. Soprattutto in quel primo tempo scialbo dei bianconeri, del tutto inoffensivi nonostante il possesso palla. E senza un Ronaldo ispirato, contando anche la scarsa vena di Dybala, per ribaltare il match sono serviti un incontrista, McKennie, e un difensore, Bonucci.

Una circostanza che non è certo sfuggita alla dirigenza bianconera, che a gennaio sul mercato potrebbe tentare il colpo per portare in bianconero un’altra punta. Come Milik, ai margini del Napoli e uno dei pochi bomber di livello “pronto uso“ da schierare senza bisogno di rodaggio.

A Barcellona una larga vittoria sembra attualmente una chimera. Se nella Liga i blaugrana di Koeman stentano parecchio (l’Atletico primo è già a +12!), in Champions hanno colto cinque vittorie su cinque, tra cui il perentorio 2-0 inflitto alla Signora all’andata. Sedici i gol fatti, solo due quelli subiti. Non ci saranno in campo con Messi, per infortunio, Dembelé, Piqué, Ansu Fati e Sergi Roberto. Ma il Barça, reduce dalla sconfitta-choc in campionato a Cadice, ha tutte le risorse per far valere la sua legge.

Morata segnò contro i catalani nella sfortunata finale di Champions del 2015. Due anni dopo, ai quarti, al Camp Nou arrivò uno 0-0 che sancì la qualificazione dopo il 3-0 di Torino, mentre ai gironi della Champions 2017-2018 fu 3-0 per i blaugrana nei gironi. L’ultimo successo della Juve al Camp Nou risale al 2002-2003, quando Zalayeta decise la sfida di ritorno ai quaeti. Quella Champions, da giocatore, la vinse poi Pirlo con il Milan contro la Juve.