20 mar 2022

Mohoric a tutta velocità su Sanremo Discesa da brividi, vince a sorpresa

Lo sloveno: "Avevo pensato tutto l’inverno a questa gara". E mette in fila i grandi nomi da Van Aert a Pogacar

angelo costa
Sport
Matej Mohoric, 27 anni, ha vinto la sua prima classica importante in carriera
Matej Mohoric, 27 anni, ha vinto la sua prima classica importante in carriera
Matej Mohoric, 27 anni, ha vinto la sua prima classica importante in carriera

di Angelo Costa

Imprevedibile per definizione, la Milano-Sanremo si consegna allo sloveno che non ti aspetti: a festeggiare è Matej Mohoric, bravo ad anticipare la crema della corsa giù dal Poggio con una discesa da kamikaze, una delle sue specialità. L’altra è andar forte a cronometro e gli basta per difendere fino al traguardo quel pugno di secondi col quale centra la sua prima grande classica, lasciandosi dietro il più nobile degli ordini d’arrivo che il ciclismo attuale può proporre: gli strafavoriti Van Aert e Pogacar e il sorprendente Van der Poel che non correva da quasi sei mesi sono tutti lì nella fotografia che il vincitore potrà mostrare orgoglioso a figli e nipoti.

È la Sanremo di Mohoric, bandiera della Slovenia prima ancora che sbucassero Pogacar e Roglic. Ventisette anni, iridato da juniores nel 2012 e l’anno dopo negli under 23 a Firenze, Matej ha un po’ sofferto il passaggio tra i pro, pur essendo uno che in bacheca ha già una tappa al Giro, una alla Vuelta e le due all’ultimo Tour. Nel suo armadietto dei ricordi ha anche qualche caduta: spettacolare quella di un anno fa sulle strade rosa, dove volò in discesa finendo in verticale di testa sull’asfalto.

Verticale è il volo di Mohoric dal Poggio all’arrivo, dopo che i primattori se le sono suonate di santa ragione nel gruppo selezionato già sulla Cipressa, scalata come fosse pianura: sul trampolino decisivo, il campione nazionale sloveno scollina a pochi metri dal quartetto generato da cinque scatti di Pogacar e da quello finale di Andersen, raggiunti da Van Aert e Van der Poel, li aggancia a quattro chilometri e mezzo dalla meta e tira dritto. Corre un paio di rischi, prima mettendo la ruota fuori strada in discesa poi per un salto di catena all’ultimo chilometro, ma non si lascia sfuggire il sogno.

‘In cima mi sono detto ‘oggi o mai più’ ed è stato oggi. Ho pensato a questa gara tutto l’inverno, ci ho creduto anche dopo la caduta alla Strade Bianche. Bello vincere con tutta questa gente sulle strade’, racconta Mohoric, festeggiatissimo dall’amico rivale Pogacar, quello che dopo una corsa velocissima si è speso di più per vincere una classica in cui non basta essere il più forte, ma prima di tutto saper cogliere l’attimo. Un attimo che realizza un sogno o li cancella tutti, come quelli di Sagan, stoppato da un guasto meccanico nel momento clou, di Albanese, in prima classe fino all’ultimo, e dei coraggiosi Tonelli e Rivi, scappati con altri sei all’abbassarsi dello start e ripresi sul Poggio dopo 284 chilometri di fuga. Ordine d’arrivo

113ª Milano-Sanremo: 1) Matej Mohoric (Slo, Bahrain) km 293 in 6h 27’49’’ (media 45,331), 2) Turgis (Fra) a 2’’, 3) Van der Poel (Ola) st, 4) Matthews (Aus), 5) Pogacar (Slo), 8) Van Aert (Bel), 11) Albanese a 11’’.

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