Milan secondo nel girone, a -1 dal Lille: in campionato è primo a +5 su Inter e Sassuolo
Milan secondo nel girone, a -1 dal Lille: in campionato è primo a +5 su Inter e Sassuolo
di Luca Talotta Gioie e dolori, sorrisi e lacrime, campo e scrivania. C’è un po’ tutto nella serata a suo modo magica del Milan a San Siro; le gioie raccolte, tra le quali ovviamente la vittoria in rimonta contro il Celtic (4-2) e la qualificazione ai sedicesimi di Europa League, vanno però di pari passo con i dolori. Tra i quali l’aver sbagliato, ancora una volta, l’approccio alla gara, sottovalutando un avversario sulla carta meno blasonato, con meno motivazioni ma proprio per questo più scanzonato. Distrazione pagata a caro prezzo, visto...

di Luca Talotta

Gioie e dolori, sorrisi e lacrime, campo e scrivania. C’è un po’ tutto nella serata a suo modo magica del Milan a San Siro; le gioie raccolte, tra le quali ovviamente la vittoria in rimonta contro il Celtic (4-2) e la qualificazione ai sedicesimi di Europa League, vanno però di pari passo con i dolori. Tra i quali l’aver sbagliato, ancora una volta, l’approccio alla gara, sottovalutando un avversario sulla carta meno blasonato, con meno motivazioni ma proprio per questo più scanzonato.

Distrazione pagata a caro prezzo, visto che nel giro di sei minuti gli scozzesi sono stati capaci di superare per due volte Donnarumma grazie alla complicità di un Krunic pessimo in mediana (altra nota dolente, visto che il bosniaco è recidivo) e di un Dalot bello addormentato nei verdi prati del Meazza.

Per fortuna del Milan, come detto, non sono mancati i sorrisi. Su tutti Hauge, vero protagonista della scena con un gol che ha ricordato quelli che realizzava a suo tempo tale Savicevic (serpentina sull’out di sinistra e conclusione sull’angolo opposto dove il portiere nulla può) fornendo, poi, un assist a Brahim Diaz abile a superare l’estremo difensore scozzese con lo scavetto. Ma tra i sorrisi vanno annoverati anche un Tonali entrato in campo con lo spirito giusto e l’aver appreso, in generale, la lezione di Lille. A differenza di quanto accaduto con i francesi un mese fa (era il 5 novembre), infatti, la squadra non si è disunita dopo l’iniziale imbarcata ed è stata capace di ribaltare la situazione, portando a casa una vittoria che le è valsa al primo colpo la qualificazione.

E poi c’è il campo e la scrivania. Ieri, come se nulla fosse, tutti coloro che sono in odore di possibile rinnovo di contratto hanno giocato senza farsi distrarre da tali voci; è accaduto a Calhanoglu, che su punizione ha dato il via alla rinascita del Milan; a Donnarumma, capace di tenere il Diavolo davanti con tre interventi prodigiosi; ma anche a Romagnoli, entrato a freddo e subito protagonista della gara. Senza dimenticare Ibrahimovic, che non è sceso in campo ma, durante il riscaldamento dei rossoneri, ha avuto un lungo colloquio con Paolo Maldini, dt milanista. Chissà che non si sia parlato anche di futuro.

Ma è già tempo di preparare subito la trasferta di domenica sera contro la Sampdoria, match che potrebbe permettere ai rossoneri di allungare ulteriormente in classifica sulle inseguitrici (Inter e Sassuolo distano cinque punti) e prendere davvero il largo.

Non ci sarà Kjaer, che ha lasciato il campo ieri sera per un problema muscolare alla coscia destra, così come Leao e Ibrahimovic: "Abbiamo vinto con qualità e cuore. Queste due caratteristiche ci porteranno lontano" la sentenza di Pioli. E i tifosi continuano a sognare.