di Luca Talotta La mente torna indietro di molti anni, tempi in cui altri dirigenti tornavano in Italia con grandi giocatori acquistati. Cambiano i proprietari, cambiano le abitudini: il Diavolo oggi ha una nuova pelle e nuovi padroni, ma l’ingaggio di Mario Mandzukic non può passare inosservato. Lui che, arrivato ieri sera a Milano (oggi visite mediche, la firma sul contratto domani al ritorno da Cagliari dei dirigenti) non sarà una rockstar ma poco ci manca. Perché è portatore sano di vittorie, di successi e di trionfi. Un giocatore esperto, come quelli che acquistava una volta il Milan; in là con gli anni ma non per questo non da Milan. Già, il progetto. Si era partiti...

di Luca Talotta

La mente torna indietro di molti anni, tempi in cui altri dirigenti tornavano in Italia con grandi giocatori acquistati. Cambiano i proprietari, cambiano le abitudini: il Diavolo oggi ha una nuova pelle e nuovi padroni, ma l’ingaggio di Mario Mandzukic non può passare inosservato. Lui che, arrivato ieri sera a Milano (oggi visite mediche, la firma sul contratto domani al ritorno da Cagliari dei dirigenti) non sarà una rockstar ma poco ci manca. Perché è portatore sano di vittorie, di successi e di trionfi. Un giocatore esperto, come quelli che acquistava una volta il Milan; in là con gli anni ma non per questo non da Milan. Già, il progetto.

Si era partiti con le parole dell’ad Gazidis: largo ai giovani, a basso costo, possibilmente già pronti. Ci siamo spostati col tempo sul mix giovaniesperti, a giustificare gli ingaggi di Kjaer e Ibrahimovic un anno fa. E ora l’approdo, al loro fianco, del 34enne Mandzukic (contratto fino a giugno a 1,5 milioni di euro), che non gioca una partita ufficiale dallo scorso 7 marzo (2-1 del suo Al-Duhail sul campo del Al-Saliyia, campionato del Qatar) e che non sente aria di calcio di qualità addirittura dal 19 maggio 2019: Juventus-Atalanta 1-1. Entrò al 61’ e segnò all’80’. Proprio contro quella’Atalanta che potrebbe sancire, sabato prossimo, il suo nuovo esordio in Serie A, questa volta con la maglia del Milan a San Siro. È evidente che le scelte di Elliott, nel corso del tempo, hanno aumentato a dismisura il potere decisionale di Maldini, dopo le follie economiche della parentesi cinese e quelle poco fortunate tecnicamente di Leonardo. Il tutto riducendo l’influenza dello stesso Gazidis, sul quale ora pende l’ombra di un contratto che, stante ai rumors, potrebbe non venire rinnovato a fine stagione.

Ora, però, è tempo di pensare al campo; perché alle 20.45 alla Sardegna Arena ci sarà da soffrire, non fosse altro per il fatto che Di Francesco si gioca molto del suo futuro in rossoblu e che il Milan, ancora una volta, sarà decimato. Mancheranno gli infortunati Gabbia e Bennacer, lo squalificato Leao, il quasi partente Conti (c’è l’accordo con il Parma per un prestito con obbligo di riscatto in caso di salvezza a sette milioni di euro) e i positivi al covid Theo Hernandez, Krunic, Calhanoglu e Rebic. Totale: otto elementi, davvero tanti. Ma questo Milan ha imparato a convivere con l’emergenza e soprattutto con il covid, perché la lista di coloro che hanno contratto il virus è davvero lunga. Il primo ad essere colpito fu Daniel Maldini a marzo insieme al padre Paolo. Poi, alla ripresa del calcio giocato, nell’ordine Leao, Duarte, Ibrahimovic, Gigio Donnarumma, Hauge, Gabbia, Krunic, Rebic e, ora, Calhanoglu e Theo Hernandez, al pari di Tonali positivo ad agosto ma ancora ai tempi del Brescia. Una lista lunghissima, alla quale si sommano Pioli, il vice Murelli e Bonera, che fa parte del suo staff, per un totale di 15 elementi.

Intanto stasera a Cagliari le scelte per Pioli saranno di fatto obbligate. In difesa la coperta è corta, l’addio di Conti (Parma) non è ancora stato compensato dall’arrivo di Tomori, previsto per domani; in avanti il ritorno di Saelemaekers, ancora non al meglio però, potrà offrire una soluzione in più a gara in corso; così come l’arrivo di Meité potrà far rifiatare uno tra Kessie e Tonali all’occorrenza. Con, sullo sfondo, la forza di un Mandzukic che vuole riassaporare il calcio che conta il prima possibile.