di Paolo Grilli L’erba del vicino non è sempre più verde. Quella del nostro tennis è rigogliosa e splendente, per merito dei due "gemelli diversi" Matteo Berrettini e Lorenzo Sonego, i bombardieri gentili in grado di approdare quasi all’unisono, in un sabato da incorniciare, agli ottavi del torneo più prestigioso del mondo: Wimbledon. Nessuna sorpresa, per la verità. Da un paio d’anni il vento è cambiato e gli alfieri italici della racchetta raccolgono soddisfazioni in giro per il mondo. Non è arrivato un titolo...

di Paolo Grilli

L’erba del vicino non è sempre più verde. Quella del nostro tennis è rigogliosa e splendente, per merito dei due "gemelli diversi" Matteo Berrettini e Lorenzo Sonego, i bombardieri gentili in grado di approdare quasi all’unisono, in un sabato da incorniciare, agli ottavi del torneo più prestigioso del mondo: Wimbledon.

Nessuna sorpresa, per la verità. Da un paio d’anni il vento è cambiato e gli alfieri italici della racchetta raccolgono soddisfazioni in giro per il mondo. Non è arrivato un titolo Slam, certo, ma la truppa è talmente ben assortita e numerosa che non è più un miraggio sperare nel colpo grosso, come in quello grossissimo di un torneo Major.

Gli inglesi ci applaudono, sui campi dell’All England Lawn Tennis & Croquet Club. Il romano n.1 azzurro – recente trionfatore al Queen’s – e il torinese in grande crescita – è stato finalista a Eastbourne – hanno dominato ieri i rispettivi avversari, lo sloveno Aljaz Bedene e l’australiano James Duckworth con punteggio quasi identico (triplo 6-4 in un caso, 6-3 più doppio 6-4 nell’altro), per regalarsi l’approdo alla seconda settimana del torneo. In una parola, l’eccellenza. Berrettini può già guardare con una certa fiducia ad una possibile promozione ai quarti, visto che domani avrà di fronte il bielorusso Ilya Ivashka, n.79 Atp. La prospettiva è meno agevole per Sonego, il quale dovrà vedersela con Roger Federer, otto volte vincitore sull’erba londinese. L’elvetico, che il mese prossimo compirà 40 anni, ha battuto in quattro set il britannico Cameron Norrie. Non è il Federer dei trionfi, certo, ma scendere in campo contro di lui non potrà non mettere i brividi a Sonego, il gigante che ultimamente si è anche inventato cantante. In aiuto a Lollo verrà senz’altro il ricordo di una sua grande impresa, quella dell’anno scorso quando al coperto a Vienna riuscì a battere il numero 1 al mondo Novak Djokovic.

E per i due azzurri che decollano a Wimbledon ce n’è uno che si prende un turno di riflessione. Niente Olimpiadi per Jannik Sinner (eliminato qui al primo turno da Fucsovics) che pure aveva guadagnato la convocazione grazie al suo ranking. "Rappresentare il mio Paese – ha postato ieri il 19enne altoatesino, numero 23 Atp – è un onore e privilegio e spero di poterlo fare per tanti anni, ma ho notato di non aver giocato il mio miglior tennis negli ultimi tornei e quindi devo concentrarmi sulla mia crescita. Sento che questa sia la decisione migliore per il mio futuro". Al suo posto andrà Lorenzo Musetti, anche lui 19 anni, anche lui gran talento. L’Italia del tennis, come quella del calcio, in campo ha risorse sempre nuove.