Marta Bassino, 24 anni, di Cuneo: dopo il successo inaugurale a Solden il 17 ottobre scorso ieri si è presa anche Courchevel
Marta Bassino, 24 anni, di Cuneo: dopo il successo inaugurale a Solden il 17 ottobre scorso ieri si è presa anche Courchevel
di Gianmario Bonzi Dal paese delle lumache al tetto del mondo. Da Borgo San Dalmazzo, dove l’8 dicembre scorso si è conclusa la 452a Fiera fredda (nazionale) delle lumache, al pettorale rosso di leader in Coppa tra le porte larghe. Due successi consecutivi nelle prime due gare stagionali in Italia li avevano ottenuti solo Deborah Compagnoni (1997) e Denise Karbon (2007) ed entrambe poi arrivarono fino al poker stagionale e conquistarono anche la Coppa di disciplina, che oggi è ancora nelle mani di Federica Brignone. Marta...

di Gianmario Bonzi

Dal paese delle lumache al tetto del mondo. Da Borgo San Dalmazzo, dove l’8 dicembre scorso si è conclusa la 452a Fiera fredda (nazionale) delle lumache, al pettorale rosso di leader in Coppa tra le porte larghe. Due successi consecutivi nelle prime due gare stagionali in Italia li avevano ottenuti solo Deborah Compagnoni (1997) e Denise Karbon (2007) ed entrambe poi arrivarono fino al poker stagionale e conquistarono anche la Coppa di disciplina, che oggi è ancora nelle mani di Federica Brignone. Marta Bassino, 24 anni, talento naturale, ma anche ragazza semplice e modello comportamentale per i giovani aspiranti campioni, può imitarle e spingersi anche oltre. Dopo Sölden, 17 ottobre scorso, si è presa anche Courchevel, per il terzo successo della carriera nel circuito maggiore, il primo in rimonta, dopo il secondo posto della manche inaugurale, a 49 centesimi da robocop-Vlhova. Ieri la cuneese ha realizzato quella che finora è l’impresa più bella della carriera, su una pista difficile, resa dura dalla nevicata e da un manto a tratti molle, scivoloso, a tratti più compatto. La sua forza mentale, la sciata leggera, ma anche la convinzione nei propri mezzi, ormai enorme dopo la scorsa stagione, l’ha portata a recuperare mezzo secondo all’imperiale Vlhova e regalare all’Italia femminile il 94 successo in Coppa del Mondo, con Marta che a quota 3 raggiunge Sabina Panzanini e un mito come Claudio Giordani. E di sicuro non si fermerà qui. Seconda a 21 centesimi (era 4a dopo la prima manche) Sara Hector, che torna sul podio a distanza di sei anni dall’unico successo in Coppa, in Austria, e dopo un calvario infinito legato alla lesione della cartilagine della rotula del ginocchio sinistro, patita a dicembre 2015; terza Petra Vlhova, per una volta gambero, a 0"59. Quinta, da ottava e con il terzo tempo di manche, una rabbiosa Federica Brignone, che si è presa tutti i rischi possibile, financo troppi. Ma così vorremmo vederla, sempre. Bassino: "Giornata difficile, ed era difficile fare una manche senza errori. Quello che ha fatto la differenza è stato l’atteggiamento. Io sono partita per attaccare. Oggi c’è un altro gigante, spero esca un po’ di sole e proverò a fare ancora due belle manche". Brignone: "Marta è stata bravissima, perché non si vedeva niente, ed era pieno di tagli della prima manche, ma lei ha superato tutto brillantemente. Quando prendi 1’’60 nella prima, cerchi di fare il massimo perché nessuno ti fa regali. Ho dato il possibile, ho fatto ancora errori, ma è andata molto meglio della prima". Oggi si replica, manche alle 9.30 e 10.30, diretta su RaiSport ed Eurosport1. Sii ancora "lumaca", Marta...