La partenza della partita con il Galles: cinque azzurri si sono inginocchiati e altri sei no. Stasera potrebbe esserci una decisione più uniforme
La partenza della partita con il Galles: cinque azzurri si sono inginocchiati e altri sei no. Stasera potrebbe esserci una decisione più uniforme
di Paolo Franci Il giallo dell’"inginocchiata" si consuma nel corso di una serata londinese tranquilla, nonostante la preoccupazione per l’impennata di contagi della variante Delta del Covid. E cioè: ci sarà o no il gesto di condivisione con il Black Lives Matter? No, anzi "Ni". Almeno fino a stamane e a meno di colpi di scena. Perchè? Un passo indietro. Al fischio di inizio di Italia-Galles cinque azzurri si inginocchiano come i gallesi, altri sei no. Apriti cielo. Poche ore dopo il numero uno della Figc Gabriele Gravina...

di Paolo Franci

Il giallo dell’"inginocchiata" si consuma nel corso di una serata londinese tranquilla, nonostante la preoccupazione per l’impennata di contagi della variante Delta del Covid. E cioè: ci sarà o no il gesto di condivisione con il Black Lives Matter? No, anzi "Ni". Almeno fino a stamane e a meno di colpi di scena. Perchè?

Un passo indietro. Al fischio di inizio di Italia-Galles cinque azzurri si inginocchiano come i gallesi, altri sei no. Apriti cielo. Poche ore dopo il numero uno della Figc Gabriele Gravina chiarisce la posizione della Nazionale che prende spunto dal sacro principio della libertà di scelta: "Certe cose si sentono dentro e ognuno di noi deve essere libero di fare o no quel gesto", certo non dirimente tra razzisti e antirazzisti, ci mancherebbe: "Lottiamo contro il razzismo, sempre, comunque e a prescindere" sottolinea Gravina. Si sa che nei tribunali social però, la giustizia è assai sommaria e la condanna è lampo. E così, quei sei che non si sono inginocchiati, siccome non l’hanno fatto sono razzisti. E infatti: "Non inginocchiarsi significa non manifestare solidarietà al movimento Black Lives Matter, punto. Chi rifiuta di fare quel gesto ha già preso una posizione. L’Italia è un paese razzista e ogni giorno ne abbiamo la prova" è uno dei tanti commenti social.

Mentre la polemica infiamma, ci si dimentica che l’inginocchiata non si può fare se non si chiede formalmente - come aveva fatto il Galles: ricordate? L’arbitro fischiò il via a quel gesto e poi altro fischio per l’inizio gara - all’Uefa. E allora, dalla responsabile della comunicazione dell’Austria arriva l’ufficialità: "Ho appena avuto la conferma, non c’è stata richiesta da parte nostra in tal senso", Cioè l’Austria non ha chiesto di potersi inginocchiare. L’Italia neanche, quindi risolto? Neanche per sogno, perchè in sala conferenze all’ora di cena, dopo il walk around della squadra sul terreno di Wembley arriva Bonucci e dice: "Quando torniamo in albergo ci riuniamo e decidiamo cosa fare domani...". Ma fare cosa se nessuna delle due Federazioni ha chiesto di inginocchiarsi? Non è molto chiaro e in ogni caso stasera non dovrebbero esserci giocatori in ginocchio, a meno che qualcuno non decida di accennarlo per conto suo (difficile) o se oggi la Nazionale decidesse di chiedere all’Uefa di farlo. Perchè se è vero che i giocatori sono liberi di decidere, nulla toglie che possano decidere di chiedere il via libera all’Uefa per inchinarsi contro il razzismo. Il tutto mentre l’austriaco Alaba dice: ""Inginocchiarsi è un segnale chiaro. Lo faremo un’altra volta contro l’italia...". E Mancini chiude: "Vorrei non parlare dell’argomento, comunque sono per la libertà".