di Alessandro Gallo "La portiamo a casa questa medaglia". E’ l’urlo di Federico Mancarella, bolognese, che proprio oggi festeggia il compleanno numero 29. E per celebrarlo nel migliore dei modi ieri si è regalato il bronzo nella paracanoa, specialità Kl2 200. Vicecampione del mondo a Szeged, in Ungheria, nel 2019, Fede ha continuato ad allenarsi. Dopo il quinto posto ai Giochi di Rio dei Janeiro voleva il podio. E il podio è arrivato. Essendo ambizioso continua a pensare...

di Alessandro Gallo

"La portiamo a casa questa medaglia". E’ l’urlo di Federico Mancarella, bolognese, che proprio oggi festeggia il compleanno numero 29. E per celebrarlo nel migliore dei modi ieri si è regalato il bronzo nella paracanoa, specialità Kl2 200. Vicecampione del mondo a Szeged, in Ungheria, nel 2019, Fede ha continuato ad allenarsi. Dopo il quinto posto ai Giochi di Rio dei Janeiro voleva il podio. E il podio è arrivato. Essendo ambizioso continua a pensare al metallo più pregiato: "Ci riproveremo a Parigi, nel 2024", dice sorridendo.

Una medaglia inseguita con forza, accettando sacrifici e rinunce. Laureato in Economia e Commercio, Federico lavorava in banca. Per inseguire il sogno olimpico l’impiego in un istituto di credito mal si conciliava con gli allenamenti. Fede ha scelto l’amata canoa e s’è messo al collo un bronzo che luccica come se fosse oro. Partono le dediche, la prima per Pier Luigi detto Piero, che sarebbe poi il nonno materno, scomparso troppo presto. "Dedicato a lui, che era il primo primo tifoso e a mia cugina Lucia che non c’è più".

I sorrisi e la gioia sono per mamma Franca e papà Calogero. E’ una medaglia storica per Federico, ma anche la prima per l’Italia: la paracanoa è entrata a far parte del programma olimpico solo nel 2016.

E’ una bella storia quella di Federico, affetto da spina bifida. A soli 18 mesi il primo intervento chirurgico che oggi gli consente di camminare con stabilita e di farlo in modo autonomo, grazie all’utilizzo di appositi tutori.

Quando va in acqua, con la sua canoa – recentemente ha cambiato allenatore affidandosi alle cure di Gianni Anderlini – si scatena. Deve farlo perché la sua prova si consuma in meno di un minuto. Poco più di 40 secondi, per essere precisi, e in quel breve lasso di tempo non c’è margine d’errore, non c’è tempo per pensare. Bisogna spingere al massimo, come ha fatto, da settembre 2019 all’altro ieri, dividendosi tra Bologna, Ferrara, Modena e pure la Sardegna. Un anno fa, in Sardegna, era in programma un collegiale di pochi giorni. C’erano le prime avvisaglie del Covid. In Sardegna, con la sua forza e la sua grinta, ci sarebbe rimasto per un mese.

In testa l’idea fissa di vincere una medaglia olimpica. Sognava l’oro, Fede, ma Parigi non è poi così lontana. E intanto, al collo, c’è la prima medaglia azzurra della sua specialità. Per entrare nella storia, dalla porta principale.