22 mar 2022

Leclerc e la Ferrari si riprendono la storia

Il successo in Bahrain riabilita Binotto che ora sogna il Mondiale. Ed è già conto alla rovescia per il Gp di domenica in Arabia Saudita

leo turrini
Sport
Charles Leclerc, 24 anni, ha vinto tre Gran premi in carriera: Belgio (più giovane pilota a trionfare con la Rossa) e Monza nel 2019, Bahrain nel 2022
Charles Leclerc, 24 anni, ha vinto tre Gran premi in carriera: Belgio (più giovane pilota a trionfare con la Rossa) e Monza nel 2019, Bahrain nel 2022
Charles Leclerc, 24 anni, ha vinto tre Gran premi in carriera: Belgio (più giovane pilota a trionfare con la Rossa) e Monza nel 2019, Bahrain nel 2022

di Leo Turrini

"Beh, certo che io penso al titolo mondiale.In squadra, ci pensiamo tutti, abbiamo aspettato per troppo tempo per immaginare di accontentarci di qualcosa di meno".

Il giorno dopo Carletto Leclerc parla così. E c’è da capirlo. Un pilota in possesso del suo talento, ha malinconicamente vissuto il biennio della frustrazione. L’entusiasmo del popolo Ferrarista si specchia nella volontà del campione.

Come Bearzot? E qui si moltiplicano le suggestioni, alimentate da un inizio di stagione che probabilmente nemmeno il più ottimista tra i tifosi aveva osato immaginare.

Per oltre due anni, Mattia Binotto è stato il bersaglio di una critica continua, insistente, corrosiva.E non faccio fatica, in quanto autore di queste note, ad ammettere che io stesso nutrivo molti dubbi sulle prospettive della Rossa. Ebbene, la parabola umana e professionale del capo del reparto corse del Cavallino fa vagamente venire in mente il precedente di Enzo Bearzot, il ct della nazionale di calcio che arrivò al campionato del mondo in Spagna del 1982 tra pernacchie e contumelie. Poi sappiamo come andò finire: con un trionfo memorabile.

Talvolta, chissà, la storia potrebbe ripetersi. Magari con Carletto Leclerc nei panni di un Paolo Rossi a 300 all’ora, con Carlitos Sainz a recitare la parte che fu di Ciccio Graziani.

In tal caso, potete stare tranquilli. Io non l’avevo detto, davvero.

Prova del 9. Ma, proprio come diceva il Binotto preso in giro in televisione da Crozza, “adesso dobbiamo capire”.

Sul serio. La Ferrari del primo atto del campionato è stata assolutamente perfetta. La miglior macchina dal venerdì alla domenica. Con il motore migliore, con l’assetto migliore, con l’aerodinamica migliore, con la migliore gestione delle soste ai box. Un capolavoro senza sbavature, sublimato dal talento del pilota.

Ma si trattava, appunto, della tappa inaugurale di un viaggio che si concluderà soltanto sotto le luci del prossimo Natale. Questo per dire che la strada da percorrere rimane lunghissima.

Particolarmente interessante, allora, è destinato a rivelarsi l’appuntamento del prossimo fine settimana. In Arabia Saudita la Ferrari del 75º compleanno troverà un ambiente completamente diverso. Una pista velocissima, sebbene disegnata in un contesto cittadino. Avremo modo di renderci conto se la supremazia manifestata tra le dune di Sakhir è stata il prologo di una avventura con il lieto fine. Scopriremo cosa hanno in serbo per reagire Verstappen e Hamilton. E soprattutto impareremo se quel parallelo tra Binotto e Bearzot vale più di un auspicio.

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