di Paolo Franci Il dolore è sempre intenso, con quello Slam accarezzato a lungo, sfiorato e poi sfuggito per colpa del ’FrecciaRussa’ - quel genio di Daniil Medvedev - che gli resta conficcatocome un dardo nell’anima e nella carriera. Noi la definiamo “vendetta“, ammesso che la cosa possa esistere nello sport, ma come puà esserlo se quel ko di New York è costato a...

di Paolo Franci

Il dolore è sempre intenso, con quello Slam accarezzato a lungo, sfiorato e poi sfuggito per colpa del ’FrecciaRussa’ - quel genio di Daniil Medvedev - che gli resta conficcatocome un dardo nell’anima e nella carriera. Noi la definiamo “vendetta“, ammesso che la cosa possa esistere nello sport, ma come puà esserlo se quel ko di New York è costato a Nole Djokovic il trionfo e l’ingresso nella leggenda del tennis e dello sport? Non c’è risarcimento alcuno per la sconfitta, soprattutto pesante come quella, però è del tutto evidente come si possa provare un briciolo di gusto in più nel battere l’artefice del sogno spezzato, proprio lui, Daniil il genio.

A maggior ragione se sono passati appena tre mesi, che nello sport professionistico valgono come un battito d’ali di farfalla. E così, Nole s’è preso una rivincita neanche tanto piccola, perchè il Master 1000 di Parigi Bercy è torneo di gran pregio e la finale la migliore possibile in questo momento. The Djoker ha superato il FrecciaRussa in tre set partendo lento come gli capita ogni tanto, perdendo il primo 4-6 e poi infilando un netto 6-3, 6-3 che ha dato una mano di lucido alla sua leadership mondiale.

Per Djokovic si tratta della sesta vittoria in carriera a a Parigi-Bercy, dove ha vissuto la sua prima volta ben 12 anni fa, nel 2009 superando in finale Gael Monfils. Poi tra il 2013 e il 2019 ha fatto fuori in finale David Ferrer, su Milos Raonic, Andy Murray, Denis Shapovalov e quest’anno Daniil Medvedev. Per il numero uno del ranking mondiale si tratta del successo numero 37 nei Masters 1000, e dell’ 86esimo in carriera, il quinto in stagione. Con il trionfo in Francia Nole è sempre più il numero uno al mondo e, in vista delle Nitto ATP Finals che iniziano domenica prossima a Torino, resta senza alcun dubbio l’uomo da battere nello straordinario epilogo della stagione.