di Gianmarco Marchini Dal cesto della Puskas Arena, il calcio ritira fuori due grandi protagonisti: il pubblico e Cristiano Ronaldo. Il bellissimo caos dei sessantamila di Budapest è un urlo che ci risveglia come da un incubo, quello del Covid, riportandoci indietro a un tempo quasi dimenticato. La doppietta di CR7, invece, desta il re portoghese dal...

di Gianmarco Marchini

Dal cesto della Puskas Arena, il calcio ritira fuori due grandi protagonisti: il pubblico e Cristiano Ronaldo. Il bellissimo caos dei sessantamila di Budapest è un urlo che ci risveglia come da un incubo, quello del Covid, riportandoci indietro a un tempo quasi dimenticato. La doppietta di CR7, invece, desta il re portoghese dal torpore degli ultimi mesi italiani e ricorda al mondo (soprattutto quello bianconero) che prima di sentenziare bisognerebbe contare fino a 100. Anzi 106, come i gol che Cristiano ha raggiunto in nazionale, soltanto a tre "siuuu" dal primatista all time, l’iraniano Ali Daei che per ora resiste. Deve alzarsi dal trono subito "Le Roi" Michel: i 9 gol di Platini agli Europei (peraltro tutti nello stesso anno, l’84) vengono spodestati dagli 11 di Sua Maestà Cristiano, spalmati in 5 edizioni. Come a dire: il tempo passa per tutti, ma per me molto meno. E a 36 anni CR7 è ancora decisivo.

A onor del vero, va detto, il muro dei magiari era venuto giù pochi minuti prima con quel tiro di Rafa Guerrero dirottato in rete da Orban, il primo ministro, sì, ma della difesa di Marco Rossi, il ct proletario di un’Ungheria che per 84’ tiene testa ai campioni d’Europa. Crollato il muro davanti a Gulacsi, parte la festa portoghese: e alla feste, Ronaldo ci va solo se sono sue. Così in 600 secondi, piazza rigore e slalom in area per una doppietta da mettere nel faldone dei record.

Due gol che rialimentano il fuoco delle voci sul suo futuro. Sarà ancora alla Juve o altrove? Certo, la notizia della partecipazione bianconera alla prossima Champions - arrivata in una curiosa contemporaneità con la gara di Budapest - potrebbe riavvicinare un po’ CR7 a Torino. Ma sarà una lunga estate quella del mercato. Lasciate ogni speranza, voi che aspettate notizie.