Lara Lugli ha vinto la sua battaglia: l’ex pallavolista carpigiana, oggi 41enne, che si era vista negare lo stipendio dalla squadra di Pordenone perché era rimasta incinta ha ottenuto il rispetto del contratto. Il suo caso, denunciato pubblicamente lo scorso 8 marzo, era diventato di interesse nazionale approdando fino al Coni: la società friulana non le aveva pagato l’ultima mensilità prima dell’annuncio della maternità, che purtroppo si era anche interrotta.

Ieri sera il presidente della Federvolley Giuseppe Manfredi ha annunciato la conclusione della vicenda, della quale si è occupato in prima persona il neo-consigliere federale, l’avvocato Eugenio Gollini. "Con grande soddisfazione comunico che la vertenza tra la ASD Volley Pordenone e Lara è stata positivamente risolta – ha detto Manfredi –. Colgo l’occasione per ribadire che è assolutamente inaccettabile considerare la maternità quale giusta causa di risoluzione contrattuale imputabile a una futura mamma. Nel prossimo Consiglio Federale sarà proposta la costituzione di una Commissione Pari Opportunità, finalizzata in primo luogo al monitoraggio, alla promozione e il sostegno dei diritti delle atlete.

Tra le prime azioni per sostenere il diritto alla maternità, si sta pensando di costituire un fondo integrativo di sostegno".