Imbarcati Pogacar e Hirschi, bloccati alla Freccia da false positività nella squadra, peraltro interamente vaccinata, la Liegi si presenta nella veste migliore: i più forti ci sono tutti. Volendo mancano Pidcock, che non si è ripreso dalla caduta di quattro giorni fa, e pure Nibali, che questa classicona la insegue...

Imbarcati Pogacar e Hirschi, bloccati alla Freccia da false positività nella squadra, peraltro interamente vaccinata, la Liegi si presenta nella veste migliore: i più forti ci sono tutti. Volendo mancano Pidcock, che non si è ripreso dalla caduta di quattro giorni fa, e pure Nibali, che questa classicona la insegue da sempre dopo averla sfiorata quasi un decennio fa: destino vuole che oggi il siculo corra solo per essere al via del Giro.

Decana perché nata prima delle altre, severa almeno quanto il Lombardia, la Liegi ha un albo d’oro che non mente: non la vince uno qualsiasi. Vi puntano i soliti noti: Roglic, che c’è riuscito al primo colpo nella stagione scorsa, lo stesso Pogacar e ovviamente Alaphilippe (nella foto), fresco di tris alla Freccia e deciso a riscattare l’infelice finale dell’edizione passata, quando Roglic gli sfilò sotto il braccio mentre esultava, poi venne pure penalizzato.

In più c’è Valverde, quattro vittorie e altrettanti podi: compie 41 anni oggi e il modo per festeggiare sa sempre come trovarlo. Ad un esame che su 259 chilometri propone undici cotes, le ultime nove nei cento chilometri finali, il ciclismo italiano si avvicina con poche forze. Sarebbe stato da corsa Gianni Moscon, rilanciato dalla doppietta al Tour of The Alps, ma all’ultimo la squadra ha preferito dirottarlo in quota per preparare il Giro. Restano Formolo, secondo due anni fa, Pozzovivo, due volte quinto, Aru, al debutto su questi schermi, e Sbaragli, che fin qui al Nord si è comportato meglio di tutti: con quali chances è da scoprire. Eurosport dalle 13,25, un’ora dopo su Rai Sport.

a. cos.