Dopo una tappa formato sbadiglio, lentissima e noiosissima, la sveglia la suona ancora Caleb Ewan (nella foto): a Termoli il tasmaniano tascabile si conferma il più veloce in Giro. Stavolta con una volata lunghissima, quasi una fuga, colpa di Gaviria che lo stuzzica lanciandosi da lontano: è come fare il topo davanti a un gatto voracissimo. Così Ewan concede il bis dopo Cattolica, quinto centro nella corsa rosa e undicesimo...

Dopo una tappa formato sbadiglio, lentissima e noiosissima, la sveglia la suona ancora Caleb Ewan (nella foto): a Termoli il tasmaniano tascabile si conferma il più veloce in Giro. Stavolta con una volata lunghissima, quasi una fuga, colpa di Gaviria che lo stuzzica lanciandosi da lontano: è come fare il topo davanti a un gatto voracissimo.

Così Ewan concede il bis dopo Cattolica, quinto centro nella corsa rosa e undicesimo nelle grandi corse a tappe, contandone altri cinque al Tour e uno alla Vuelta, dove ha in programma di replicare presto: tanto per capire di che rango sia. Con uno così in circolazione rischiano di andare in crisi gli altri velocisti, a cominciare dai nostri: dopo Nizzolo, a quota undici, comincia il conto dei secondi posti anche Cimolai, già alle spalle del vincitore in Piemonte, anche se qui non ha rimpianti perché Ewan lo vede decollare e basta, così come Merlier, terzo. Sotto il podio si fermano Moschetti e Pasqualon, nei dieci anche Fiorelli, fuori Nizzolo e Viviani, oltre a Sagan.

Ringraziando i tre team italiani invitati (Androni, Bardiani Csf ed Eolo) per aver dato ancora un po’ di senso alla giornata, mandando in fuga Marengo, Pellaud e Christian dal chilometro zero fino a 17 dall’arrivo, registrato l’addio del veterano Pozzovivo, fermato prima del via dai dolori al braccio picchiato il giorno prima, il Giro continua a fare i conti con la svolta green dell’Uci, che vieta di lasciar per strada borracce, cartacce e anche indumenti. Per applicare queste regole, si è sfiorato il dramma due giorni fa ad Ascoli, perché l’ammiraglia del team di Yates che ha investito il belga Serry in salita era stata chiamata dalla giuria per ritirare la mantellina di un atleta. Chi era al volante della vettura, il ds Gene Bates, è stato cacciato dalla corsa: in tempi di covid diventa complicato rimpiazzarlo. C’è il rischio che il suo collega rimasto, oltre a guidare, debba occuparsi di tutto il resto: con tanti saluti alla sicurezza.

Fuori dal Giro, un paio di notizie: non sarà ai Giochi l’iridato Alaphilippe, dovrebbe invece esserci il ritrovato Tom Dumoulin, che dopo una pausa di riflessione tornerà al Giro di Svizzera.

a. cos.