Alvaro Morata, 28 anni: con ieri, sono 9 i gol in campionato; 18 invece quelli stagionali, di cui 6 in Champions. Lo spagnolo è in prestito dall’Atletico Madrid
Alvaro Morata, 28 anni: con ieri, sono 9 i gol in campionato; 18 invece quelli stagionali, di cui 6 in Champions. Lo spagnolo è in prestito dall’Atletico Madrid
di Riccardo Galli La Juventus si sveglia tardi. E la Fiorentina ne approfitta. Anzi, volendo dirla tutta, per come si erano messe le cose nel primo tempo (con la squadra di Iachini assolutamente sopra le righe e molto più motivata dei bianconeri), tutto sarebbe potute andare anche peggio di un pareggino che complica sì, la corsa Champions, ma allo stesso tempo lascia la Juve nella bagarre per l’Europa che conta. La foto dei 90 minuti di Firenze è questa: prima frazione di gioco assolutamente in favore di Ribery e compagni, con un Vlahovic da applausi e un...

di Riccardo Galli

La Juventus si sveglia tardi. E la Fiorentina ne approfitta. Anzi, volendo dirla tutta, per come si erano messe le cose nel primo tempo (con la squadra di Iachini assolutamente sopra le righe e molto più motivata dei bianconeri), tutto sarebbe potute andare anche peggio di un pareggino che complica sì, la corsa Champions, ma allo stesso tempo lascia la Juve nella bagarre per l’Europa che conta.

La foto dei 90 minuti di Firenze è questa: prima frazione di gioco assolutamente in favore di Ribery e compagni, con un Vlahovic da applausi e un Amrabat ottima diga; secondo tempo, a carico della Juve che, nonostante un Ronaldo invisibile, ha saputo gestire gioco ed energie grazie a Kulusevski e Morata che Pirlo ha deciso di inserire al posto di Bonucci e Dybala.

Questo, dunque, il riassunto del match prima di soffermarsi sulle due reti. Quella su rigore, poco prima della mezz’ora, con Vlahovic così sicuro di battere Szczesny da farlo con un cucchiaio strappapplausi e poi il pari di Morata (34 secondi dopo il fischio d’inizio della ripresa) che ha pennellato all’angolino alto e più lontano della porta di Dragowski un pallone strepitoso.

Uno a uno, dunque, e tutti a casa. E mentre la Fiorentina considera il punto strappato ai bianconeri (il quarto sui sei a disposizione in questo campionato dopo la vittoria a Torino all’andata), un passo in avanti prezioso nella caccia alla salvezza, la Juventus si trova costretta a rifare i conti per tentare di tenersi a galla nella classifica che vale la Champions del prossimo anno. Di sicuro c’è che la stagione di Pirlo rischia di trasformarsi del tutto in un incubo.

La cronaca di ieri racconta del pressing della Fiorentina già prima del vantaggio. Milenkovic (18’) fa partire una bordata da lontano e Szczesny è costretto a salvarsi in angolo. Due minuti più tardi palo di Pulgar (grazie a una deviazione maligna di Bonucci), quindi (26’) il pallo di mano in area di Rabiot, il fischio dell’arbitro, la sentenza del Var e il rigore-cucchiaio di Vlahovic. La Juve? Vuoto pneumatico.

Almeno fino all’inizio della ripresa, quando Morata – in un attimo – ha consegnato il pari alla squadra, ha riacceso il gioco di Pirlo e anche le speranze bianconere.

In effetti, complici lo sforzo del primo tempo e il primo caldo stagionale, la Fiorentina dei secondi 45 minuti è apparsa subito molto fragile. Molto meglio invece, la Juve, con la corsia di destra diventata il cuore del gioco grazie alla velocità di Cuadrado e le idee di Kulusevski. Crescono anche Chiellini e Bentancur, mentre dall’altra parte, Ribery inventa un paio di tocchi da fuoriclasse ma poi è costretto a tirare il fiato e uscire.

Ci prova anche con Ronaldo, la Juve, ma CR7 proprio non è in giornata. Ricuce spazi, si avventura nell’area viola ma sbaglia sempre e tutto. Stop. Finisce qui: 1-1. Ma a sorridere è solo la Fiorentina.