Michela Moioli sarà l’alfiere azzurro nella cerimonia di chiusura a Pechino 2022
Michela Moioli sarà l’alfiere azzurro nella cerimonia di chiusura a Pechino 2022
Era prevedibile che il Coni, con l’assist della Fisi, volesse ricomporre la copia Goggia-Moioli, che tante gioie ha dato all’Italia sportiva non solo in pista, ma pure all’epoca dell’assegnazione delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, visto che il loro intervento congiunto, spettacolare, simpatico e "moderno", fu forse...

Era prevedibile che il Coni, con l’assist della Fisi, volesse ricomporre la copia Goggia-Moioli, che tante gioie ha dato all’Italia sportiva non solo in pista, ma pure all’epoca dell’assegnazione delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, visto che il loro intervento congiunto, spettacolare, simpatico e "moderno", fu forse decisivo per la scelta finale della città.

E allora rieccole Sofi&Michi, una strana coppia perché profondamente diverse nel carattere e nel backround, ma unite dalla stessa voglia di vincere e anche dalle stesse sofferenze dovute a cicatrici lasciate da infortuni, tra lontano e recente passato. E’ certamente originale la nomina in anticipo del portabandiera per la Cerimonia di chiusura, visto che normalmente si è soliti "pescare" dal mazzo degli atleti più meritevoli proprio in quei Giochi che vanno a concludersi, ma Michela Moioli sarà sicuramente protagonista anche in Cina, è la più grande atleta di snowboard cross che l’Italia abbia mai avuto e soprattutto è stata la prima a vincere un oro olimpico nella sua disciplina per il nostro Paese. Dunque, Goggia-Moioli sia, scelta azzeccata e condivisibile. Così Michela: "E’ per me un grande orgoglio essere stata scelta per portare la bandiera italiana nella cerimonia di chiusura dei Giochi di Pechino. E’ un grande onore perché credo che sia il sogno di ogni atleta. E’ un simbolo per me e per la disciplina che pratico, lo snowboard, che finalmente comincia a prendere piede ed essere riconosciuta. E’ altresì bello consolidare l’amicizia che mi lega a Sofia: lei aprirà meritatamente, e io chiuderò, un po’ a suggello di quello che capitò quasi quattro anni fa in Corea".

g. b.