22 apr 2022

Juve senza pace, rischia la maxi sanzione

Superlega, il Tribunale di Madrid accoglie il ricorso Uefa contro il blocco dei provvedimenti. Possibile l’esclusione dalle Coppe

paolo grilli
Sport
Il vicepresidente Pavel Nedved, l’amministratore delegato Maurizio Arrivabene e il presidente Andrea Agnelli: Juve di nuovo sulle spine per la Superlega
Il vicepresidente Pavel Nedved, l’amministratore delegato Maurizio Arrivabene e il presidente Andrea Agnelli: Juve di nuovo sulle spine per la Superlega
Il vicepresidente Pavel Nedved, l’amministratore delegato Maurizio Arrivabene e il presidente Andrea Agnelli: Juve di nuovo sulle spine per la Superlega

di Paolo Grilli

Lanciata, in parte rinnegata, quindi riproposta. E costantemente al centro di una battaglia legale. La Superlega, lungi dall’essere realtà, registra un altro ribaltone. Che rischia di mettere in guai seri, dal punto di vista sportivo ed economico, le tre big rimaste fedeli al progetto del torneo stellare dei migliori d’Europa (con minime concessioni ai più recenti meriti sul campo): Juve, Barcellona e Real Madrid.

L’ultimo contropiede è ad opera proprio del tribunale della capitale spagnola. Proprio quello che nell’aprile dell’anno scorso aveva imposto alla Uefa di ritirare le sanzioni ai tre club ’resistenti’ dei dodici della prima ora. Ieri, infatti, ha accettato il ricorso della Uefa contro quella decisione imponendo alle parti di trovarsi a processo il prossimo 14 giugno per l’udienza preliminare.

E’ cambiato il giudice a capo della sezione 17 del Tribunale madrileno: ora è Sofia Gil, e nell’ordinanza di 18 pagine che motiva la decisione a favore della federazione europea del pallone, si legge che "i club erano a conoscenza delle possibili conseguenze, non hanno evitato l’adozione di impegni di finanziamento, non possono essere assunti o presunti frustrati da eventuali sanzioni". In sostanza, il Tribunale non ha "la competenza o la giurisdizione", per vietare eventuali sanzioni. Adesso "spetta agli organi disciplinari dell’Uefa e al Tas (la Corte Arbitrale dello Sport) il compito di assumere decisioni sulle possibili sanzioni contro i club", che potranno opporsi, "richiedendo opportune misure di tutela". Le tre squadra hanno già fatto sapere di appellarsi.

Prima che scattasse la sospensione delle sanzioni un anno fa, la Uefa le aveva fissate in 100 milioni e nell’esclusione dalle Coppe per uno o due anni. Stangate in grado di mettere in ginocchio anche club abituati a fatturare cifre che vanno dai 433 (Juve) ai 640 (Real) milioni di euro.

A complicare le cose c’è anche l’attesa del verdetto della Corte di Giustizia Europea – previsto per la fine dell’anno – sulla posizione della Uefa. Lo stesso Tribunale di Madrid, con il giudice Ruiz de Lara, aveva infatti presentato ricorso dubitando del rispetto della libera concorrenza da parte della Uefa.

Lo scontro a colpi di carte bollate rimane lo sfondo grigio cupo di una Juve che la vittoria contro la Fiorentina in semifinale di Coppa Italia ha rilanciato verso un obiettivo prestigioso ma pure sempre ’minimo’ per gli standard della Continassa. Perché una stagione senza trofei non si registra per i bianconeri dal 2010-2011, e per Allegri sarebbe una zavorra morale non indifferente da trascinare. L’11 maggio ci sarà l’Inter da affrontare all’Olimpico, molto prima, lunedì a Reggo Emilia, c’è da sfidare un Sassuolo che all’andata sbancoò lo Stadium all’ultimo respiro. La Signora ha gli uomini contati in mezzo, difficilmente recupererà Arthur: toccherà a Zakaria e Rabiot, magari ancora a quel Danilo che, col gol di mercoledì, si è dimostrato sempre più insostituibile.

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