Nicolò Barella, 24 anni, è uno dei motori dell’Inter di Simone Inzaghi
Nicolò Barella, 24 anni, è uno dei motori dell’Inter di Simone Inzaghi
di Mattia Todisco Da qualche anno a questa parte Inter-Atalanta è uno scontro diretto. La sfida tutta nerazzurra vede in campo i detentori del titolo e una formazione che con Gasperini alla guida ha raggiunto uno status da grande squadra, riconosciuto da Simone Inzaghi nelle dichiarazioni della vigilia e sancito dalle ripetute qualificazioni alla Champions League della Dea. Lo scorso anno a San Siro fu battaglia. Uno a zero con gol di Skriniar, una "puntata" in mischia a seguito della quale gli uomini di...

di Mattia Todisco

Da qualche anno a questa parte Inter-Atalanta è uno scontro diretto. La sfida tutta nerazzurra vede in campo i detentori del titolo e una formazione che con Gasperini alla guida ha raggiunto uno status da grande squadra, riconosciuto da Simone Inzaghi nelle dichiarazioni della vigilia e sancito dalle ripetute qualificazioni alla Champions League della Dea. Lo scorso anno a San Siro fu battaglia. Uno a zero con gol di Skriniar, una "puntata" in mischia a seguito della quale gli uomini di Conte hanno strenuamente difeso il vantaggio mettendo una pietra fondamentale verso lo scudetto. Stavolta la sfida del Meazza è quella di andata, siamo lontani dal momento dei verdetti, se non quelli intermedi.

A Firenze, nel turno infrasettimanale, l’Inter ha dato segnali da grande squadra, resistendo all’avvio a tutto gas della Fiorentina e superando l’avversaria con un rapido uno-due, preludio a una ripresa dominata. Ha gestito le forze meglio dei toscani. Con un calendario sempre più folto, proprio la gestione diventa un aspetto fondamentale. Bisogna ruotare gli uomini, anche se oggi Inzaghi non dovrebbe farlo eccessivamente, sperando di avere risposte all’altezza da tutti. Rispetto a Firenze dovrebbe giocare Dumfries dal 1’, mentre Correa (che ieri ha svolto quasi tutto l’allenamento coi compagni) tornerà ad essere un’alternativa sebbene partendo dalla panchina. Solo Vidal e Sensi restano tra gli indisponibili. Il cileno spera di riprendersi per Sassuolo-Inter del 2 ottobre, l’azzurro guarda a Lazio-Inter subito dopo la sosta per le nazionali.

A seconda di come andrà la partita si penserà anche ai minutaggi complessivi e a non indurire troppo i muscoli che martedì in Champions saranno chiamati a un ulteriore sforzo contro lo Shakhtar Donetsk. "Pensiamo a questo impegno, non possiamo ragionare troppo a lungo termine – dice ancora a Inzaghi a Inter Tv –. Con le cinque sostituzioni non ci sono titolari fissi e per fortuna tutti stanno rispondendo nel modo giusto".

L’allenatore sa che l’Atalanta non è dirimpettaia contro cui potersi risparmiare. Corre, pressa, gioca con la volontà di dimostrarsi di livello da Champions, dove è arrivata poco più di un anno fa a un passo dalle semifinali. Per questo l’arsenale che ha permesso all’Inter di segnare 18 gol in cinque partite con undici marcatori diversi servirà tutto, partendo dalla coppia Lautaro-Dzeko e continuando con i mille polmoni della cerniera Barella-Brozovic, a protezione del trio Skriniar-De Vrij-Bastoni. Davanti a un Meazza ancora riempito a metà per le norme anti-Covid.