dall’inviato Riccardo Galli Ciao e grazie, Valentino. La storia, incredibile e unica, finisce qui: Valencia, ore 14.40 di una domenica di novembre che però profuma quasi d’estate. Già, perché anche il sole non poteva non esserci a salutare lui, che il motociclismo lo ha illuminato per oltre un quarto di secolo. Passa sotto il traguardo (decimo) e la festa dei saluti si accende. E iniziano l’emozioni. Tutte in giallo, tutte...

dall’inviato Riccardo Galli

Ciao e grazie, Valentino. La storia, incredibile e unica, finisce qui: Valencia, ore 14.40 di una domenica di novembre che però profuma quasi d’estate. Già, perché anche il sole non poteva non esserci a salutare lui, che il motociclismo lo ha illuminato per oltre un quarto di secolo.

Passa sotto il traguardo (decimo) e la festa dei saluti si accende. E iniziano l’emozioni. Tutte in giallo, tutte firmate con il suo numero, il suo 46. Rossi percorre un paio di curve dopo il rettilineo e poi si ferma, scende dalla moto e abbraccia tutti. I suoi ragazzi, i suoi avversari, i suoi compagni di mille avventure.

Il pubblico? Come in uno stadio. Anzi di più. Cori e fumogeni gialli. Valentino guarda, osserva, saluta. S’inchina per ringraziare. Si commuove. Inevitabile. Perché le emozioni, quelle forti, fanno piangere, fanno gridare, fanno farti salire un groppo in gola che non riesci a nascondere.

E quella, questa, domenica di Valencia per Rossi era e rimarrà tutto. Rimarrà il palcoscenico dove è andata a chiudersi una leggenda che è stata e rimarrà senza tempo. Non ci sono follie. Non ci sono coreografie matte. C’è solo il cuore che batte forte, coperto solo da una raffica di fuochi di artificio che colorano di giallo il cielo azzurro di Valencia.

Dieci minuti di botti, mentre Valentino completa il suo giro d’onore e Quartararo, campione del Mondo 2021, chiude la sua stagione rientrando ai box sventolando la bandiera gialla, quella del numero 46.

Arriva Rossi al box e tocca al suo mondo, quello che da non oggi non lo sarà più, rendere omaggio alla Leggenda. Si ferma, Vale, circondato dai meccanici e dai ragazzi di tutti team. Passa sotto uno striscione che la Suzuki gli ha dedicato con il cuore ("Grazie per lo spettacolo", recita), ferma la sua M1 e sale sopra, in piedi per sorridere con la gente, la sua gente. Per distribuire baci, per far commuovere, la compagna, Francesca Sofia che ha seguito il suo ultimo Gp dal box.

Fazzoletti in mano e lacrime. Poi la festa, dentro il box con Valentino gettato in aria come una rockstar, a surfare sulle mani di tutti quelli che lo sostengono, e gli olè da brividi.