Leo Turrini Ma da che parte sta Bottas?!? Giuro che la domanda, certo provocatoria, ha fatto capolino nei miei pensieri assistendo alla surreale scena della partenza del Gran Premio del Messico. Mi spiego: l’intera prima fila Mercedes lasciava supporre l’applicazione di un inevitabile gioco di squadra. E invece il maggiordomo...

Leo

Turrini

Ma da che parte sta Bottas?!? Giuro che la domanda, certo provocatoria, ha fatto capolino nei miei pensieri assistendo alla surreale scena della partenza del Gran Premio del Messico.

Mi spiego: l’intera prima fila Mercedes lasciava supporre l’applicazione di un inevitabile gioco di squadra. E invece il maggiordomo finlandese ha lasciato tutto lo spazio a Verstappen, terzo in griglia, per passare all’esterno, non favorendo in alcun modo il compagno e capitano Hamilton. Anzi…

Un noto ingegnere del Novecento diceva: a pensar male si fa peccato, ma a volte ci si azzecca. L’ingegnere in questione si chiamava Giulio Andreotti.

Scherzi a parte, la mia impressione è che Bottas, da quando ha saputo di essere escluso dal futuro Mercedes, abbia perso la voglia di recitare da gregario. Capitò la stessa cosa a Mansell nel 1990: stava in Ferrari, l’inglese, ma era già stato messo alla porta. E allora in una domenica portoghese, su all’Estoril, invece di dare una mano al collega Prost si schierò platealmente con Ayrton Senna…

Detto tutto questo, nell’aria rarefatta del Messico la Red Bull aveva un altro passo. Sbrigata la formalità in partenza, Verstappen è letteralmente andato a spasso. Adesso ha un margine di diciannove punti. Di Gran Premi ne rimangono quattro. L’inerzia delle cose è tutta a suo favore. Anche se Hamilton non mollerà, confidando magari non nel supporto (improbabile…) di Bottas, ma in un episodio capace di far saltare il banco.

La Ferrari, adesso. Mi ha deluso. È vero, ha scavalcato la McLaren nel mondiale costruttori, ma mi aspettavo di meglio.

Invece, Gasly con la ex Minardi è stato davanti alle due Rosse per l’intero week end.

Non ci siamo.