22 settembre 2019: Vettel trionfa a Singapore nell’ultimo successo della Ferrari
22 settembre 2019: Vettel trionfa a Singapore nell’ultimo successo della Ferrari
Quella notte del 22 settembre 2019, sotto le stelle di Marina Bay, a Singapore, nessuno avrebbe potuto immaginare che per la Ferrari stava per iniziare uno dei periodi più cupi della sua storia sulle piste. Perché quella notte, appunto, Seb Vettel con la Rossa aveva celebrato il cinquantatreesimo successo in carriera. E per il Cavallino si trattava della ottantaquattresima doppietta in Formula Uno, avendo Charles Leclerc chiuso la gara alle spalle del compagno di squadra. In generale,...

Quella notte del 22 settembre 2019, sotto le stelle di Marina Bay, a Singapore, nessuno avrebbe potuto immaginare che per la Ferrari stava per iniziare uno dei periodi più cupi della sua storia sulle piste. Perché quella notte, appunto, Seb Vettel con la Rossa aveva celebrato il cinquantatreesimo successo in carriera. E per il Cavallino si trattava della ottantaquattresima doppietta in Formula Uno, avendo Charles Leclerc chiuso la gara alle spalle del compagno di squadra. In generale, per la scuderia di Maranello era il successo numero 238. Il terzo consecutivo in quello che sembrava l’avvio della riscossa: infatti il giovane monegasco era reduce dai trionfi in Belgio e a Monza.

Da allora, sipario. Più niente. Un crollo verticale, che ad alcuni è parso un mistero avvolto nell’enigma. Ma, a cercarla, esiste una spiegazione.

Triste.

LA RESA. L’improvviso Boom della Rossa, sul finire dell’estate del 2019, aveva suscitato sospetti e maldicenze. I concorrenti, dalla Mercedes in giù, non avevano digerito la crescita esponenziale delle prestazioni della power unit modenese. La Ferrari si era messa a sprigionare potenze impressionanti su ogni tipo di circuito. Sui lunghissimi rettilinei di Monza come, appunto, tra le curve lente e strette di Singapore.

Per mesi, gli ispettori della federazione internazionale non avevano trovato nulla da obiettare. I tecnici di Maranello avevano elaborato una innovativa soluzione che “giocava” sui flussi della benzina. Una trovata ai limiti del regolamento, certo. Ma a lungo approvata dagli arbitri della F1.

Poi, è successo qualcosa. Carte che dovevano restare nei cassetti sono invece uscite dai cassetti. Una inchiesta “segreta” ha portato ad un patteggiamento. Le vittorie 2019 della Ferrari non sono state toccate, ma la Ferrari ha accettato di rimuovere il dispositivo “magico”, chiamiamolo così.

Le conseguenze sono state disastrose. Già progettata per accogliere il super motore, la Rossa del 2020 era oggettivamente impresentabile. Non aveva cavalli e non aveva trazione.

Così, quella notte di Singapore, sempre più sbiadita nei ricordi, assume contorni quasi mitici. Quando rivedremo una Ferrari vincente? Politicamente è stata scelta la strada corretta, accettando quel compromesso “legale” con la Fia? Le stesse attenzioni che i giudici hanno riservato alla Rossa vengono applicate anche ai rivali, anche alla Mercedes?

Sono tutte domande inevase, perse tra le ombre dell’ultima notte felice, quella di Singapore 2019.