Marcell Jacobs, 27 anni, ha ritoccato ieri il record italiano dei 100 metri: oggi dà l’assalto al sogno olimpico
Marcell Jacobs, 27 anni, ha ritoccato ieri il record italiano dei 100 metri: oggi dà l’assalto al sogno olimpico
di Giuliana Lorenzo Sulla schiena Marcell Jacobs ha tatuata una tigre, il suo animale preferito, quello che più lo rappresenta. In pista esce fuori la tigre che è in lui, mentre fuori dimostra una calma serafica. Eppure anni fa era un po’ crazy, ovvero ‘pazzo’ come recita un altro dei suoi tatuaggi. Sul collo ha impressa la scritta "CrazyLongJumper", che è il suo nome Instagram, ma che rappresenta una fase importante del suo passato. Ci sono stati anni in cui, anche in virtù dell’età era più esuberante e faceva...

di Giuliana Lorenzo

Sulla schiena Marcell Jacobs ha tatuata una tigre, il suo animale preferito, quello che più lo rappresenta. In pista esce fuori la tigre che è in lui, mentre fuori dimostra una calma serafica. Eppure anni fa era un po’ crazy, ovvero ‘pazzo’ come recita un altro dei suoi tatuaggi. Sul collo ha impressa la scritta "CrazyLongJumper", che è il suo nome Instagram, ma che rappresenta una fase importante del suo passato. Ci sono stati anni in cui, anche in virtù dell’età era più esuberante e faceva salto il lungo.

Alla velocità, paradossalmente, è arrivato tardi. Lamont Marcell Jacobs è nato in America a El Paso, il 26 settembre del 1994, da padre marine statunitense da cui ha preso il nome, e da mamma italiana. In Italia, a Desenzano del Garda, ci è arrivato solo a due anni quando i suoi genitori si sono separati. In quegli anni, in cui il rapporto con il padre è praticamente inesistente, cresce facendo diversi sport e imparando a cavarsela da solo con mamma Viviana alle prese con il lavoro per mantenerlo. Una madre che, come spesso ha ricordato il velocista, è partita dal basso, facendo le pulizie, per arrivare a diventare proprietaria di un Hotel, un vero e proprio esempio per Jacobs.

L’incontro con l’atletica non è avvenuto subito: prima c’è stato il nuoto, poi il calcio quando con la maglia della "Pro Desenzano" giocava come ala destra, dimostrando subito che la velocità era nel suo DNA e che poteva essere una buona arma da usare in campo. E infine il basket, di cui ancora oggi è un grande tifoso.

Alla fine è arrivata la regina degli sport, a cui si è avvicinato praticando salto in lungo e ottenendo subito ottimi risultati. I problemi fisici però lo hanno portano a concentrarsi su quella velocità che aveva "sfruttato" quando era un giovane calciatore in erba.

Pian piano ha iniziato a mettere da parte il lungo per dedicarsi allo sprint che dal 2018, è ormai la specialità che predilige. Negli anni ha imparato a focalizzarsi sui suoi obiettivi con l’impegno e la costanza che sono ormai il suo mantra. Ad aiutarlo il suo allenatore, Paolo Camossi, e la mental Coach Nicoletta Romanazzi grazie a cui ha riallacciato il rapporto con il padre. L’azzurro ha anche tre figli, Jeremy, nato da una precedente relazione, e Anthony e Megan frutto dell’amore con Nicole con cui non mancano le videochiamate anche ora che è a Tokyo.

Uno dei suoi idoli è Usain Bolt e forse nemmeno lui avrebbe pensato di poter gareggiare in un’Olimpiade nella specialità del giamaicano.

E invece è tutto vero, e oggi Marcell andrà a caccia della realizzazione di un altro sogno.