di Luca Talotta Dalla playstation al campo, andata e ritorno. Da una parte lui, Ibrahimovic. Dall’altro un giovane Milan da svezzare e da rilanciare nella lunga corsa Scudetto. Di mezzo il Napoli e quel Gattuso che ha tanta voglia di fare lo sgambetto a quello che rappresenta il suo più recente passato. Ma lui, Ibrahimovic, sa come fare per portare fuori dal San Paolo punti pesanti. Perché era uno dei presenti (al pari di Bonera e dello stesso Gattuso) quel 25 ottobre 2010, quando il Diavolo uscì dal catino di Napoli con tre punti importantissimi. Da allora, però, neanche più un...

di Luca Talotta

Dalla playstation al campo, andata e ritorno. Da una parte lui, Ibrahimovic. Dall’altro un giovane Milan da svezzare e da rilanciare nella lunga corsa Scudetto. Di mezzo il Napoli e quel Gattuso che ha tanta voglia di fare lo sgambetto a quello che rappresenta il suo più recente passato. Ma lui, Ibrahimovic, sa come fare per portare fuori dal San Paolo punti pesanti. Perché era uno dei presenti (al pari di Bonera e dello stesso Gattuso) quel 25 ottobre 2010, quando il Diavolo uscì dal catino di Napoli con tre punti importantissimi. Da allora, però, neanche più un successo per i rossoneri e dieci anni sono un digiuno abbastanza lungo per sfatare finalmente il tabù. Soprattutto perché in quella giornata di due lustri fa Ibrahimovic fu decisivo insieme a Robinho per battere i partenopei (di Lavezzi il gol della squadra diretta da Mazzarri). Un Ibrahimovic che ha già giocato contro il Napoli nella sua seconda vita rossonera, ma nemmeno in quell’occasione il Milan riuscì a vincere (2-2).

Ma il Milan di oggi è tutt’altra cosa. È squadra sì giovane ma consapevole delle proprie qualità, matura e con un attaccante che ha voglia di distruggere record su record. Che vuole tornare a segnare in casa del Napoli proprio come nella stagione che consegnò lo scudetto al Milan; certo, sarà un San Paolo vuoto, senza pubblico, ma pur sempre teatro di sfide epiche come quelle che video in campo, solo per citarne due, Maradona e Van Basten.

Il Milan ci riprova, dunque. È arrivato a quota 19 risultati utili consecutivi in campionato e non ha nessuna voglia di fermare la propria corsa; e Ibra, dopo le doppiette a Bologna, Inter e Roma, non vede l’ora di castigarne un’altra. Il primo posto in classifica infonde fiducia tra i più giovani, "premiati" dal giovane vecchio Ibra con due riconoscimenti: il primo quello di essere rientrato in Italia, dopo i tre giorni di riposo trascorsi in Svezia con la famiglia, da vero leader in campo, concentrato e mai domo. E l’altro regalando a ogni suo compagno di squadra una PlayStation 5, la nuova console della Sony uscita mercoledì e già introvabile.

Ma è già tempo di pensare alla sfida di domani sera contro il Napoli (ore 20.45), quella che vedrà l’esordio in panchina di Bonera viste le assenze di Pioli e Murelli causa covid (in panchina ci sarà Bonera a dirigere i lavori), ma soprattutto aprirà un mini tour de force che vedrà i rossoneri impegnati in dieci partite in un mese; un calendario fitto e ricco di impegni importanti, per i rossoneri che domani sera torneranno subito a Milanello per preparare la gara di Europa League contro il Lille (partenza mercoledì) e, al ritorno, quella contro la Fiorentina per il nono turno di Serie A. E poi, fino alla sosta di Natale, la squadra di Pioli non si fermerà più, con match contro Celtic, Sampdoria, Sparta Praga, Parma, Genoa, Sassuolo e Lazio, quest’ultima in programma mercoledì 23 dicembre. Con l’obiettivo di rimanere sempre lì, al vertice.