Zlatan Ibrahimovic, 39 anni, abbracciato da Leao: 14 gol in 11 presenze di campionato
Zlatan Ibrahimovic, 39 anni, abbracciato da Leao: 14 gol in 11 presenze di campionato
di Luca Talotta Celebrare le reti numero 500 e 501 in carriera con le maglie del club è inutile se ti chiami Zlatan Ibrahimovic. Un atleta che, all’alba dei 39 anni, riesce ancora a giganteggiare, a divertirsi e ad arrabbiarsi. Chiedete a Saelemaekers, che nel primo tempo del match contro il Crotone, vinto per 4-0, si è visto rifilare dallo svedese un paio di quelle occhiatacce che di solito lanci a...

di Luca Talotta

Celebrare le reti numero 500 e 501 in carriera con le maglie del club è inutile se ti chiami Zlatan Ibrahimovic. Un atleta che, all’alba dei 39 anni, riesce ancora a giganteggiare, a divertirsi e ad arrabbiarsi. Chiedete a Saelemaekers, che nel primo tempo del match contro il Crotone, vinto per 4-0, si è visto rifilare dallo svedese un paio di quelle occhiatacce che di solito lanci a chi ti ha detto qualcosa sui tuoi genitori o anche peggio. Perché la verità è proprio questa: i numeri sono numeri, non contano. Anche quando sono grandi, mastodontici. Ma le carriere, i traguardi raggiunti, i miracoli sportivi no, quelli non passano mai di moda. Come la voglia di stupire, di poter dimostrare che sì, anche a 39 anni, Ibra sa essere decisivo.

E può davvero spingere e spronare uno dei Diavoli più giovani mai visti lì, al primo posto in classifica, in barba al tentativo di risalita dell’Inter che si era permessa il lusso di sorpassare i rossoneri andando a vincere a Firenze E all’orizzonte c’è derby del 21 febbraio che metterà di fronte sicuramente la prima e la seconda in classifica: l’ordine lo deciderà il prossimo weekend, quello che vedrà i rossoneri impegnati a La Spezia e i nerazzurri di scena a San Siro contro la Lazio. Una cosa è certa, mai come in questo momento la Milano del calcio si sente importante, bella e pronta al grande ballo. Un ballo quasi delle debuttanti, per due squadre che si sono purtroppo disabituate ai grandi palcoscenici. Per Ibra 14 centri in undici gare di campionato. Una media mostruosa, chi non lo vorrebbe ancora in squadra? "Ma deciderà lui il suo futuro, anche se secondo me credo sia giusto che continui a giocare e che continui a farlo con noi".

Pioli lancia il sasso, chissà che lo svedese non lo colga e decida di proseguire la sua avventura a Milano: "I cinquecento gol con i club? Significa che ho fatto qualche gol in carriera, ma l’importante è continuare e aiutare la squadra nel miglior modo" le parole dello svedese. Pronto a proseguire la sua carriera in rossonero.